Treni strapieni, guasti e turisti lasciati a terra: lunedì nero sulla Udine-Tarvisio

Un pomeriggio da dimenticare alla stazione di Udine, con viaggiatori rimasti a terra, turisti stranieri bloccati con le biciclette e pendolari costretti a rivedere i propri spostamenti nel giro di pochi minuti. A denunciare i disagi registrati lungo la direttrice Udine-Tarvisio è il Comitato Pendolari Alto Friuli, che in un post pubblicato sui social parla di una situazione “imbarazzante” per il servizio ferroviario regionale. La giornata critica sarebbe stata quella di lunedì 25 maggio, in concomitanza con il rientro legato alla Pentecoste, quando l’afflusso di passeggeri e cicloturisti ha messo sotto pressione i collegamenti ferroviari verso l’Austria e l’Alto Friuli.
Il Mi.Co.Tra. arriva già pieno: passeggeri e biciclette restano in stazione
Il primo nodo riguarda il Mi.Co.Tra. numero 1822, con partenza da Trieste alle 17.15 e diretto a Villach. Secondo quanto ricostruito dal Comitato Pendolari Alto Friuli, il convoglio, composto da quattro carrozze e due vagoni portabici, sarebbe arrivato alla stazione di Udine già completamente pieno. Il risultato, sempre secondo la segnalazione, è stato pesante: circa 150 persone, in gran parte turisti stranieri con biciclette diretti in Austria, sarebbero rimaste a terra. A riuscire a salire sarebbero stati soltanto i viaggiatori con il posto bici già prenotato, mentre ai pendolari friulani sarebbe stato indicato di utilizzare il regionale successivo, il numero 17368 Udine-Carnia delle 17.35.
Il treno alternativo si guasta e viene soppresso
Ma anche la soluzione proposta ai pendolari si sarebbe rivelata problematica. Il regionale 17368 Udine-Carnia, secondo la denuncia del Comitato, sarebbe stato soppresso da Trenitalia dopo circa mezz’ora di tentativi da parte del personale di risolvere un guasto tecnico. A quel punto i passeggeri sono stati trasferiti sul treno successivo, il regionale 16640 Udine-Tarvisio delle 18. Una catena di disagi che ha esasperato gli utenti, già alle prese con una linea molto frequentata da pendolari, escursionisti e cicloturisti, soprattutto nei fine settimana e nei periodi di maggiore afflusso turistico.
La protesta: “Parco rotabile indecoroso e non affidabile”
Nel post il Comitato Pendolari dell’Alto Friuli usa parole molto dure per descrivere la situazione del servizio ferroviario. Nel mirino finiscono sia l’organizzazione dei convogli in una giornata prevedibilmente delicata, sia il materiale rotabile utilizzato sulla tratta, definito vecchio, inadeguato e poco affidabile. La denuncia richiama anche il tema dei dodici treni Caf Civity di proprietà della Regione Friuli Venezia Giulia, acquistati per oltre 80 milioni di euro. “Dove sono finiti?”, chiede il Comitato, sollecitando una risposta sul loro effettivo impiego e sulla gestione del servizio lungo una direttrice strategica per pendolari e turismo.
Appello alla Regione: “Salite sui treni ordinari”
Il Comitato chiama in causa direttamente l’assessore regionale ai Trasporti Cristina Amirante, chiedendo se sia al corrente delle criticità segnalate e quali interventi siano previsti per affrontarle. Nel post si parla di Fuc in “stato vegetativo” e di Trenitalia “in grande difficoltà”. L’invito rivolto alla politica regionale è quello di verificare di persona le condizioni del servizio, salendo sui treni ordinari e lontano da occasioni ufficiali, inaugurazioni e riflettori. Secondo i pendolari, la situazione quotidiana del trasporto ferroviario lungo quella tratta sarebbe tornata “indietro di almeno 15 anni”.
Il nodo turistico: “Non basta il brand IoSonoFVG”
La protesta non riguarda soltanto chi usa il treno ogni giorno per lavoro o studio. Il Comitato sottolinea anche il danno d’immagine per il Friuli Venezia Giulia, soprattutto davanti ai tanti turisti stranieri rimasti a terra con le biciclette. Una scena che, secondo i pendolari, stride con la promozione regionale legata al cicloturismo, alla mobilità sostenibile e ai collegamenti transfrontalieri. “Oltre al brand IoSonoFVG serve ben altro per fare un turismo strutturato e organizzato”, è la sintesi della denuncia.
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