Società

Educazione affettiva a scuola, Pro Vita boccia i disegni di legge in Senato: la pornografia viene ignorata, decidano le famiglie

L’associazione Pro Vita & Famiglia respinge le proposte legislative sull’educazione affettiva e sentimentale nelle scuole. La posizione è emersa a Palazzo Madama, durante l’audizione in Commissione Istruzione.

Secondo quanto riportato dall’agenzia ANSA, la portavoce Maria Rachele Ruiu ha espresso una totale chiusura sulle bozze attualmente in esame. “Siamo contrari a tutti questi disegni di legge“, ha affermato la delegata, chiarendo subito dopo che “nessuno è accettabile nella forma attuale“.

I dati sui corsi internazionali

Il dibattito sui percorsi formativi si sposta poi sui dati globali, utilizzati dall’associazione per motivare il rifiuto dei testi. L’attenzione si concentra sull’inefficacia pratica di questi programmi. L’esponente ha ricordato infatti che l’87% dell’educazione sessuale scolastica avviata a livello mondiale si conclude con un fallimento.

A questo elemento statistico, la portavoce ha aggiunto una riflessione diretta sugli esiti sociali. “Nessuno studio dimostra che riducano la violenza“, ha precisato ai senatori.

Lo Stato e l’ideologia

Un altro snodo centrale dell’audizione tocca il tema dell’imparzialità scolastica. Impartire nozioni su argomenti così intimi senza schierarsi risulta del tutto impossibile per l’organizzazione. “Non esiste un’educazione sessuale neutrale“, ha chiarito Ruiu.

Le stesse proposte legislative confermerebbero questa tesi. “Questi stessi ddl ne sono la prova visto che – ha puntualizzato – propongono visioni antropologiche radicalmente opposte tra loro“. Chiunque scriva questi testi, secondo l’associazione, inserisce inevitabilmente la propria concezione della vita. L’intervento si rivolge poi alle istituzioni, sottolineando che “lo Stato che ne sceglie una e la impone a tutti non fa educazione: esercita un potere ideologico“.

I diritti della famiglia e il web

A chi spetta allora il compito di guidare i ragazzi? La risposta dell’esponente punta direttamente ai genitori, i quali possiedono un diritto inalienabile, sancito sia dalla Costituzione che dal diritto internazionale, di crescere i figli seguendo le proprie convinzioni etiche.

L’audizione si chiude accendendo i riflettori su una grave mancanza nei documenti parlamentari. I disegni di legge, evidenzia la rappresentante, tralasciano del tutto il delicato tema della pornografia. Si tratta di una lacuna pesante, considerando che l’89% degli adolescenti si informa sulla sessualità navigando liberamente su internet.


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