a Perugia contributi fino a sei mila euro. Ecco come funziona il reddito di libertà

Fornire un sostegno concreto alle donne che hanno intrapreso un percorso di uscita dalla violenza e di recupero dell’autonomia personale, sociale e lavorativa. È l’obiettivo dell’avviso pubblicato dal Comune di Perugia per la concessione di un contributo a donne prese in carico dal Centro antiviolenza della Zona Sociale n.2, anche se residenti fuori dalla zona sociale, che abbiano compiuto o stiano compiendo un percorso di fuoriuscita dalla violenza. Per trasmettere le domande (alla mail comune.perugia@postacert.umbria.it) c’è tempo fino al 30 settembre.
L’accesso al sostegno richiede una certificazione rilasciata dal CAV che attesti il percorso di fuoriuscita dalla violenza e lo stato di bisogno. Gli interventi di empowerment (sostegno abitativo, formazione, inserimento lavorativo) devono far parte di un progetto individuale di recupero condiviso tra la donna e il centro antiviolenza. Il contributo massimo è stabilito in 6mila euro per progetti della durata massima di 12 mesi rinnovabili per altri 6-12 mesi. Le risorse complessive stanziate per i progetti da avviare nel 2026 ammontano a 55.075 euro a valere sul Programma regionale di contrasto alla violenza di genere 2025.
Queste le tipologie delle spese ammissibili: abitative (ad esempio canoni di affitto e pagamenti mutui prima casa e spese per utenze); spese per la donna (come quelle mediche o per la formazione o gli abbonamenti a mezzi pubblici); spese per figlie/figli minori (ad esempio per l’acquisto libri scolastici e rette per mensa e doposcuola); spese per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro (come le spese per baby-sitting e per assistenza persone anziane). Per l’elenco dettagliato delle spese e altre informazioni si rimanda all’avviso (https://www.comune.perugia.it/novita/centri-estivi-2026-gestiti-da-privati-sostenuti-e-monitorati-dal-comune-di-perugia/ ).
“Il senso profondo di questo intervento – ha concluso l’assessora al welfare -, che non a caso viene definito ‘reddito di libertà, risiede nella volontà di non lasciare sole le donne che hanno già trovato il coraggio di denunciare e di intraprendere un percorso di fuoriuscita dalla violenza. Spesso l’ostacolo principale è la mancanza di mezzi economici e di supporti concreti per il ‘giorno dopo’ e l’avviso punta proprio a non far mancare gli strumenti pratici necessari per riprendere in mano la propria vita e ricostruire un’esistenza libera e autodeterminata”.
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