Liguria

Neonata muore 54 minuti dopo il parto, la mamma chiede accertamenti sull’operato di due ospedali


Genova. Che non sarebbe stata una gravidanza semplice e che ci potevano essere dei rischi lo sapeva, ma era stata rassicurata dai medici che la bimba che aveva in grembo si sarebbe salvata e non avrebbe avuto conseguenze permanente. Invece la piccola è morta 54 minuti esatti dopo il parto cesareo, eseguito in anestesia totale la mattina del 14 maggio all’ospedale Gaslini di Genova.

Per questo una genovese di 29 anni, assistita dagli avvocati Cristiano Mancuso e Francesco De Sanctis, ha presentato un esposto ai carabinieri del Nas per chiedere che siano accertate eventuali responsabilità della morte della piccola. L’esposto sarà inviato alla procura in queste ore e probabilmente sarà aperto un fascicolo d’inchiesta.

La donna aveva già avuto un primo figlio ma dopo il parto le era stata diagnosticata una patologia autoimmune, una malattia per la quale le era stata asportata la tiroide. Quando era rimasta nuovamente incinta, qualche mese dopo l’intervento,  aveva scoperto che la sua malattia – il morbo di Basedow – poteva danneggiare il feto con conseguenze sul cuore e sui polmoni. Lei si era sottoposta a tutte le terapie che le erano state indicate dai medici dell’ospedale San Martino e si era consultata anche con medici privati. Un caso “unico in letteratura” le aveva detto qualche specialista. Terapie sperimentali che non avevano però funzionato e il cuore della bimba che batteva troppo velocemente e “aveva le pareti rovinate”. 

Durante un ricovero all’ospedale San Martino, quattro mesi prima del parto, le avevano sconsigliato di portare a termine la gravidanza perché c’era un rischio molto elevato che la bimba potesse essere gravemente disabile. All’ospedale Gaslini invece i medici l’avevano rassicurata – ha raccontato la donna ai carabinieri – dicendole che con il parto cesareo, l’intubazione della neonata e un periodo in terapia intensiva per la piccola non si sarebbero state conseguenze permanenti. Ma non è andata così. E adesso una giovane mamma insieme al marito vuole sapere se qualcuno ha commesso degli errori. Nell’esposto la donna spiega anche che il giorno successivo al decesso l’ospedale Gaslini ha eseguito un accertamento diagnostico sul corpo della piccola, senza avvertire del decesso l’autorità giudiziaria.

Il Gaslini: “Caso complesso e raro, fatto di tutto per salvare la piccola”

“Si è trattato di un caso clinico estremamente raro e di elevatissima complessità – spiegano dall’ospedale Gaslini – preso in carico da un’équipe multidisciplinare che aveva predisposto tutte le misure assistenziali e rianimatorie ritenute appropriate al quadro. Nonostante gli sforzi messi in campo, purtroppo non è stato possibile evitare il decesso della neonata”. Dal nosocomio pediatrico confermano che non è stato ritenuto necessario segnalare il decesso alla Procura: “Non è stata effettuata segnalazione all’Autorità Giudiziaria, non essendo emersi elementi tali da configurare ipotesi di reato. Gli accertamenti sulla causa di morte rientrano negli approfondimenti clinico-diagnostici previsti in casi di particolare complessità”.

Il San Martino: “A disposizione dell’autorità giudiziaria”

La direzione del San Martino, dove la donna era in cura.  spiega di essere “a completa disposizione dell’autorità giudiziaria per garantire il proprio supporto agli organi inquirenti e per fare chiarezza sull’accaduto”.

A chiedere chiarezza sono anche i legali dei genitori della neonata: ““Pur confidando nel buon operato del personale sanitario – dice l’avvocato Mancuso – chiediamo chiarezza su quanto accaduto e ci aspettiamo che sia la Procura a valutare se ci siano ipotesi di reato”.




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