Friuli Venezia Giulia

Tagli al Giovanni da Udine del 25%

Un taglio dei fondi, senza giustificazioni e annunci, alla Fondazione del Teatro Nuovo Giovanni da Udine del 25 per cento. È quanto denuncia l’assessore alla cultura del Comune di Udine Federico Pirone. La responsabilità è in capo alla Regione, ma il mandante, per il politico cittadino, è Mario Anzil, omologo di Pirone in piazza Unità d’Italia a Trieste. 

Cosa è successo

“Il primo febbraio di quest’anno – spiega – il Teatro ha ricevuto il decreto di finanziamento da parte della Regione e all’appello, rispetto al bilancio di previsione, mancano 250mila euro. Se consideriamo che l’impegno previsto dal bilancio di previsione (presentato a metà novembre), da parte della Regione, è di 1 milione e 150 mila euro, ma che 100 mila sono destinati al funzionamento della struttura, si fa presto a fare i conti”. Il Comune di Udine (socio della Fondazione con la Regione) contribuisce con 700 mila euro, di cui 600 mila già versati e 100 mila da destinare nella manovra di assestamento. L’ammanco creerebbe problemi enormi con la programmazione.

Il ruolo del Giovanni da Udine

“Il Teatro è un’istituzione, come l’Università o l’Ospedale Santa Maria della Misericordia, la sua importanza va al di là di chi governa” riflette Pirone. “E come ogni istituzione che si rispetti è in salute. Basti pensare che nella stagione 2024/25 c’è stato un più 10 per cento di biglietti venduti rispetto a quella precedente. Nel 2025 la sala è stata occupata per 241 serate, nel 2023 erano state 201. Ovviamente non si tratta solo di momenti di prosa, musica o danza, ma di tutta una serie di altre iniziative legate al territorio. Anche da quel punto di vista il Teatro svolge un ruolo importante. La prossima, essendo stato inaugurato nel 1997 (nel mese di ottobre), sarà la stagione numero 30”.

Federico Pirone, assessore alla cultura di Udine

I rapporti

Non serve un’analisi profonda per capire che sul tema lo scontro è molto caldo a livello politico. Ci sono stati dei tentativi di chiarire la questione? “Ci sono state già due assemblee, con il presidente della Fondazione, Paolo Vidali, che ha chiesto se i soci intendono onorare gli impegni presi, ma non abbiamo avuto risposta” racconta Pirone. La Regione, in consiglio di amministrazione, ha indicato Claudia Giorgiutti come vice presidente e Flavia Virilli, vice sindaco di Gemona, come consigliere. Per cercare di sbloccare la situazione il sindaco De Toni ha mandato una lettera al presidente Fedriga, affinché “sia onorato l’impegno assunto”. Quindi, nessuna motivazione è stata fornita? “Per ora no” dice Pirone. “Solo in via informale il vice presidente Anzil mi ha detto che dovremo arrangiarci con meno denaro”. 

Bilancio ricco, ma non per il Teatrone?

Pirone riflette sulla grande disponibilità in capo alla Regione, che mal si concilia con quanto lui stesso lamenta. “C’è una disponibilità economico finanziaria senza precedenti, è stata licenziata la manovra di bilancio più consistente di sempre e si devono tagliare i fondi al Giovanni da Udine? Mi chiedo come sia possibile. In 23 anni di esistenza della Fondazione non si è mai verificato un evento del genere. A mia memoria ci furono dei tagli nel 2012, ma in quel caso furono generalizzati per mancanza generale di denaro. Tra l’altro, tra il 2025 e il 2026 l’assessorato regionale alla cultura ha avuto risorse in aumento del 12,5 per cento”.

La versione di Anzil

La risposta di Mario Anzil non si è fatta attendere. L’assessore contesta nel merito le cifre e il ragionamento di Pirone. Anzil precisa che in sede di approvazione del bilancio della fondazione “l’Amministrazione regionale ha espresso voto favorevole, ma con una specifica e puntuale precisazione messa a verbale: l’erogazione dei fondi è strettamente subordinata alla legge di stabilità e alle effettive ripartizioni del fondo disponibile. Non vi è stata, dunque, alcuna violazione di impegni presi, poiché la natura stessa dello stanziamento era vincolata a tali passaggi normativi”.

Mario Anzil

Numeri differenti

Sul piano contabile, Anzil fornisce numeri diversi da quelli citati da Pirone. “Il contributo iniziale per il 2025 è stato di 872.030,03 euro, mentre quello previsto per il 2026 ammonta a 799.681,53 euro. La differenza reale tra i due stanziamenti sarebbe quindi di 72.348,50 euro, non di 250 mila. I dati contabili smentiscono la ricostruzione operata”. Le affermazioni di Pirone, per Anzil, sono “non veritiere e tendenziose”. Il vice governatore critica la Fondazione per aver predisposto un bilancio “che considera come certe entrate che, per loro natura e per esplicita comunicazione regionale, non lo sono”, nonostante i formali avvertimenti messi a verbale. Infine preannuncia che “in occasione della prossima manovra di bilancio della Fondazione, la Regione valuterà la possibilità di esprimere voto contrario, qualora non permanga un atteggiamento di necessaria responsabilità finanziaria”.


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