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007 First Light Recensione: gameplay e analisi del nuovo James Bond di IO Interactive




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Recensione 007 First Light

Giocare a 007 First Light provoca una costante sensazione di conflitto. Non tra il “gioco bello” e quello brutto, altroché, ma tra il blockbuster appassionante e il “vorrei ma ci riesco a metà”. È come vedere un gran pasticcere, il migliore nel preparare il tiramisù, tentare il salto verso la cucina salata stellata. Magari il risultato è anche buono, ma continui a pensare a quella carbonara rivisitata perfetta assaggiata dieci anni fa, che quel pasticcere sta cercando di replicare dieci anni dopo. E in fondo è proprio questa la natura dell’ultimo progetto di IO Interactive: uno studio maestro della formula di Hitman che ha deciso di cimentarsi con qualcosa di enormemente più cinematografico, il quale cerca di combinare il suo stesso Hitman con l’adrenalina di Uncharted. Abbiamo già superato abbondantemente la metà dell’avventura, che si assesta attorno alle venti ore di durata, e, pur rimandando il giudizio definitivo alla recensione completa, possiamo già dire di esserci fatti un’idea piuttosto chiara sul nuovo volto videoludico di James Bond.

Scheda videogioco

  • Publisher
    IO Interactive A/S
  • Sviluppatore
    IO Interactive A/S
  • Genere
    Avventura
  • Numero giocatori
    1
  • Lingua
    Testi in italiano
  • Disponibile su

Se 007 First Light fosse stato percepito come il classico tie-in legato all’uscita di un nuovo film della saga cinematografica, probabilmente oggi staremmo parlando di un piccolo miracolo.

Il nuovo progetto firmato da IO Interactive è, però, qualcosa di diverso, perché prova a costruire una nuova visione dell’agente segreto più famoso al mondo, raccontandone le origini e mostrando cosa ci fosse prima della spia elegante che tutti conosciamo dai romanzi di Ian Fleming. È proprio questa reinterpretazione ad aver acceso immediatamente la curiosità attorno al progetto.

Da una parte c’è l’audacia di riscrivere, almeno in parte, l’immaginario di 007; dall’altra la volontà di riportare in auge l’action adventure ad alto budget, un genere che negli ultimi anni sembra essersi progressivamente rarefatto. 

Il punto più interessante di 007 First Light è probabilmente il modo in cui IO Interactive ha deciso di contaminare il DNA di Hitman con la spettacolarità di Uncharted 4: A Thief’s End. E sì, ci sono momenti in cui l’ispirazione emerge in maniera apertissima, quasi ostentata, soprattutto nelle sequenze più scriptate.

Attenzione però: chi si aspetta un nuovo Hitman travestito da James Bond rischia di approcciarsi al gioco nel modo sbagliato. First Light prende soltanto una parte della formula stealth costruita da IO Interactive, trasformandola in qualcosa di molto più immediato, leggero e lineare. È quasi un “surrogato” di Hitman, nel senso meno negativo possibile del termine.

Per mantenere quel ritmo da blockbuster interattivo, lo studio ha eliminato gran parte della pianificazione e della complessità sistemica che caratterizzavano le avventure dell’Agente 47. Facciamo un esempio pratico: in alcune missioni potreste dovervi infiltrare in una tenuta accessibile soltanto tramite un badge specifico. A quel punto il gioco vi offre generalmente due possibilità. Potete scegliere la via più “smart”, magari origliando una conversazione, distraendo una guardia e sottraendole il pass d’accesso, oppure optare per un approccio più diretto, facendo il giro largo e intrufolandovi da una finestra o da un’area secondaria.

In pratica, l’avrete intuito, tutto funziona in maniera estremamente semplificata rispetto a Hitman.

Non esiste quella costruzione quasi maniacale del piano perfetto, né quella sensazione di stare manipolando un enorme sistema a incastri. Anche azioni come il borseggio sono molto permissive: difficilmente verrete scoperti e raramente il gioco vi obbligherà a studiare davvero l’ambiente prima di agire.

Ma, ed è importante sottolinearlo, non si tratta necessariamente di un difetto. È evidente che IO Interactive abbia sacrificato profondità per preservare il ritmo dell’avventura, che comunque si prende i suoi tempi prima di accelerare. L’obiettivo non è farvi sentire un assassino metodico che controlla ogni variabile, ma una giovane spia capace di improvvisare continuamente, senza spezzare troppo il pacing da film action. Anche quando il gioco vi mette davanti a scelte nei dialoghi, alcune delle quali possono chiudere determinate possibilità, c’è sempre un percorso alternativo pronto a tenere viva l’azione.

E poi c’è la seconda anima di 007 First Light, quella più apertamente action e spettacolare.

Ci sono inseguimenti in auto, fughe rocambolesche, sezioni platform e soprattutto tante scazzottate. Il sistema di combattimento corpo a corpo, in particolare, richiama apertamente The Last of Us nella fisicità degli impatti e nella brutalità delle animazioni contestuali. I controlli sono volutamente semplici, ma il gioco cerca comunque di restituire una certa intensità cinematografica permettendovi, ad esempio, di sbattere i nemici contro gli elementi dello scenario, rompere tavoli e vetrate, lanciare oggetti di fortuna presi da terra o sfruttare l’ambiente per ottenere un vantaggio durante gli scontri.

Anche le sparatorie seguono una filosofia ben precisa, poiché nella maggior parte dei casi il gioco vi impedisce di utilizzare l’arma da fuoco finché i nemici non mostrano chiaramente intenzioni letali nei vostri confronti. Sparare è abbastanza spassoso, efficace negli impatti, coi classicissimi barili rossi esplosivi pronti ad aiutarvi a sgominare interi battaglioni, e con un continuo cambio di armi raccolte dagli avversari, in virtù della pochezza di munizioni.

Il problema è che 007 First Light raramente eccelle davvero in una delle sue tante anime. Ogni elemento appare come una versione alleggerita di qualcosa che altrove abbiamo già visto realizzato meglio. Lo stealth richiama Hitman senza averne la profondità sistemica; l’azione guarda a Uncharted senza riuscire a replicarne il senso costante di meraviglia (specie su PS5, ma ne parleremo tra un attimo); i combattimenti ricordano The Last of Us senza possederne la stessa precisione registica.

Eppure, ogni tanto, IO Interactive lascia intravedere intuizioni davvero brillanti. Il miglior esempio è probabilmente l’utilizzo dell’orologio gadget di Bond, uno strumento che permette di eseguire piccole azioni contestuali come sparare dardi per distrarre i nemici, disattivare armi, aprire porte o hackerare alcuni dispositivi ambientali. Nulla di realmente innovativo, ma ci sono rare occasioni in cui il gioco sfrutta questa idea in maniera molto più creativa.

Per esempio, durante una missione ambientata all’interno di un aereo in volo, Bond può intervenire sull’assetto del velivolo inclinando improvvisamente la cabina.

Tutti gli oggetti presenti nella scena iniziano così a scivolare lateralmente, i nemici perdono l’equilibrio e l’intera situazione si trasforma in una sorta di caos controllato che il giocatore può sfruttare a proprio vantaggio. È una scena spettacolare, sorprendente, uno di quei momenti in cui First Light riesce davvero ad avvicinarsi all’impatto cinematografico dei migliori set piece di Uncharted 4: A Thief’s End. Sono però lampi isolati, perché nel complesso il gioco non raggiunge mai né la creatività di Hitman, né l’impatto visivo della sua ispirazione, ma vi basti sapere che i momenti memorabili non mancano.

La forza di 007 First Light, insomma, non risiede in un singolo elemento, ma nella somma delle sue parti. È un’esperienza che funziona soprattutto per stratificazione: una storia di genesi di James Bond che, pur poggiandosi su alcuni cliché del genere, riesce comunque a intrattenere con efficacia e a costruire un percorso narrativo coerente e piacevole da seguire.

Le citazioni alla saga cinematografica sono presenti ma mai invadenti, e soprattutto il gioco è stato pensato per essere perfettamente accessibile anche a chi non ha alcuna familiarità con l’universo di 007. Non ci sentiamo di paragonarla al livello delle storie più iconiche del franchise, ma svolge il suo compito di bella storia di genesi, di costruzione di una versione credibile e godibile di James Bond nelle sue origini, capace di sostenere l’intera struttura del gioco.

Vi è tra l’altro un’ottima varietà di situazioni, tra sezioni più tradizionali di studio dell’ambiente, altre in cui il combattimento corpo a corpo è centrale, o quelle dove è possibile affrontare gli obiettivi in modo furtivo oppure procedere in maniera più diretta e aggressiva, altre ancora legate alla guida e agli inseguimenti su veicoli. Non mancano nemmeno momenti più logici, nei quali l’utilizzo dei gadget diventa necessario per risolvere enigmi piuttosto semplici e mantenere il ritmo dell’avventura sempre attivo.

Detto questo, il gioco pare consapevole dei propri limiti e li gestisce con una certa intelligenza di design.

Le fasi più deboli vengono generalmente posizionate in punti strategici del ritmo, spesso come pausa tra momenti più intensi, evitando così che una singola componente finisca per sovrastare le altre. Non c’è mai la sensazione che una sola meccanica prenda il sopravvento: stealth, azione e momenti più guidati convivono in un equilibrio non sempre perfetto, ma funzionale.

Insomma, sembra come se il tutto sia stato costruito per non appesantire mai l’esperienza. IO Interactive assembla così un ritmo scorrevole, che accompagna il giocatore lungo circa venti ore di campagna principale senza particolari cali strutturali. Nella nostra prova ci siamo fermati attorno alle quindici ore, in prossimità della conclusione, ma abbiamo preferito non trarre ancora un giudizio definitivo in attesa di completare l’intera esperienza e valutare anche i suoi due ultimi atti. A questo si aggiunge una discreta quantità di contenuti collaterali, inseriti in una modalità a sé densa di piccole missioni che permettono di esplorare le diverse anime del gioco, aumentando così anche la rigiocabilità complessiva.

C’è però da fare una parentesi per il segmento tecnico, perché una parte delle difficoltà di 007 First Light è legata anche alla versione PlayStation 5 che abbiamo avuto modo di provare. Ed è un aspetto importante, perché produzioni di questo tipo vivono soprattutto di impatto visivo. Quel senso di spettacolo continuo passa inevitabilmente anche dalla forza tecnica del colpo d’occhio. Ed è proprio qui che il titolo di IO Interactive convince meno.

Sia in modalità Prestazioni sia in modalità Qualità, la resa generale non appare davvero allineata agli standard produttivi che oggi ci si aspetta da un action adventure così ambizioso. Attenzione: artisticamente il gioco non è affatto male, anzi, le location sono molto ispirate, ricche di personalità e spesso popolate da numerosi NPC che contribuiscono a restituire quella sensazione da grande produzione. Alcuni scenari hanno davvero fascino e sanno valorizzare bene l’immaginario legato a James Bond.

Il problema emerge soprattutto nella pulizia dell’immagine. La definizione non sempre convince, diverse texture risultano poco dettagliate e la distanza visiva soffre spesso di un evidente effetto “sfocato” che riduce parecchio l’impatto delle ambientazioni più ampie. È uno di quei giochi che, durante alcune sequenze, lascia intravedere ciò che avrebbe voluto essere, senza però riuscire a raggiungerlo completamente sul piano tecnico. Su PC la situazione è certamente migliore.

Almeno non abbiamo riscontrato particolari problemi di fluidità su PS5, ma il codice appare ancora piuttosto grezzo sotto diversi aspetti. Durante la nostra prova il gioco è crashato più volte su PlayStation 5, e non sono mancati bug legati alle collisioni, animazioni poco rifinite durante i combattimenti corpo a corpo e qualche incertezza evidente nell’intelligenza artificiale dei nemici. Quest’ultimo elemento, a dire il vero, sembra quasi una scelta deliberata: gli avversari sono spesso permissivi perché il gioco vuole mantenere intatto quel senso di spettacolarità continua e permettere al giocatore di sentirsi costantemente nei panni di Bond.

Ma al netto delle intenzioni, pad alla mano si percepisce chiaramente che il progetto avrebbe beneficiato di ulteriore tempo di ottimizzazione e rifinitura. Bisogna capire quanto migliorerà con gli aggiornamenti successivi al lancio, ma allo stato attuale il feeling generale è quello di una produzione ambiziosa che non sempre riesce a sostenere il peso delle proprie aspirazioni tecniche.

C’è però un comparto che, al contrario, riesce quasi sempre a centrare l’obiettivo, cioè quello sonoro. Il doppiaggio inglese è convincente e accompagna bene l’impostazione cinematografica dell’avventura, mentre la colonna sonora lavora intelligentemente sull’immaginario storico della serie senza abusarne mai. Il celebre tema di 007 compare infatti in più occasioni, ma sempre con arrangiamenti differenti e inserito nei momenti giusti, evitando quell’effetto nostalgia forzata che avrebbe potuto appesantire l’esperienza.

In attesa di conoscere la votazione finale, vi informiamo che 007 First Light sarà disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC dal 27 maggio 2026 al prezzo di 69,99€.

Il codice digitale per questa recensione è stato fornito da IO Interactive, che non ha avuto un’anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Potete leggere maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld a questo link.

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