ecco quale gioco ha trasformato il mio hobby nel 2002
Era il Natale del 2002 e, come ogni singolo bambino dell’epoca (o quasi…) desideravo riceve solo e soltanto una cosa: una PlayStation 2. Dopo anni trascorsi a bordo prima del Nintendo 8-bit, poi del Super Nintendo ed infine della prima, gloriosa PlayStation, era per me giunta l’ora di entrare nella next gen di Sony.
E così, come da programma, sotto l’albero di Natale ad aspettarmi c’era una fiammante PlayStation 2, rigorosamente nella sua variante “Fat”, l’unica uscita fino ad allora. Insieme a quest’ultima c’erano altri giochi, tra cui un certo Grand Theft Auto Vice City. Era il primo GTA che potevo considerare mio al 100%. Fino ad allora ebbi la fortuna di provare a casa di amici GTA III, rimanendo folgorato dal livello di dettaglio e libertà che regalava l’avventura Rockstar di nuova generazione. Così, il mio entusiasmo per quella serie aumentò a dismisura, e non persi occasione di recuperare il nuovo capitolo ambientato nei favolosi anni ’80.
Proprio quel videogioco fu il titolo che fece nascere in me una nuova consapevolezza di quanto fossero importanti i videogiochi. Fino ad allora li ritenevo un hobby o poco più. Un riempitivo fra una mattinata a scuola ed un pomeriggio di studio. Ma con GTA Vice City qualcosa cambiò per sempre. A dare man forte a questa mia consapevolezza ci furono alcuni elementi che ancora oggi ritengo importantissimi: la colonna sonora e la storia. La prima, come ben saprete, aveva una impronta fortemente anni ’80. Un decennio che amo da sempre, anche per le sue incredibili sonorità. E Vice City trasudava synthwave da ogni singolo poro. E poi c’era la storia, il comparto narrativo dell’avventura Rockstar mi conquistò in tempo zero. Fu come prendere parte ad un film di Brian De Palma in prima persona, scegliendo io quale direzione dare alla storia.
Tommy Vercetti era ed è un personaggio protagonista incredibile. Entrò nella mia vita in un’epoca in cui i videogiochi ci regalavano per la maggiore protagonisti piatti, senza una grande personalità. Quasi asettici. Il personaggio interpretato da Ray Liotta era tutt’altro, e sembrava uscire – in coerenza con il gioco Rockstar – da un classico gangster movie anni ’80. A distanza di oltre vent’anni, ritengo che sia stato proprio Vice City il gioco che ha fatto nascere e crescere in me una nuova consapevolezza su quanto fossero e sono importanti i videogiochi. E francamente non vedo l’ora di tornare a Vice City in GTA 6, anche per questo motivo. Questo videogioco Rockstar non mi ha fatto solo divertire, mi ha fatto innamorare di un medium. Per sempre.
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