Emilia Romagna

“Pavoni liberi”, a Punta Marina comparsi gli striscioni a sostegno degli esemplari


Dopo settimane di polemica, l’avvio del censimento degli esemplari da parte del Comune e l’arrivo delle telecamere di tutto il mondo, si torna a parlare di Pavoni dopo la scoperta di alcuni striscioni a loro supporto comparsi all’ingresso di Punta Marina. 

“Dopo settimane di urla e violenza verbale contro animali colpevoli solo di voler vivere, e di notizie non sempre veritiere, questi striscioni chiedono la loro tutela e un percorso di convivenza – spiega l’associazione Clama –. Ribadiamo che alcune misure di buon senso, richieste da anni a chi di competenza, quali controlli e sanzioni a chi alimenta i volatili nel centro cittadino, unite a maggiori turni di pulizia delle strade, potrebbero essere decisive per avviare finalmente un percorso virtuoso. Senza cibo in paese è molto probabile che i pavoni non si raggrupperebbero più nei pressi dei giardini e si dirigerebbero naturalmente in pineta”. 

 

‘Caos’ pavoni a Punta Marina. Gli animalisti: “Il Comune il grande assente”, intanto scattano le richieste di adozione

L’associazione, sposando quando indicato dagli striscioni, ribadisce la propria contrarietà allo spostamento degli esemplari in zoo o allevamenti alternativi. “Il solo trasferimento di una parte di loro continuerebbe a scontentare chi non vuole assolutamente animali vicino a casa. Non è neppure pensabile che i pavoni siano visti solo come business turistico, condannando ogni anno una parte di loro a deportazioni e usando i rimanenti come animali ornamentali acchiappa like sui social – accusa Clama –. O si cerca di intraprendere seriamente un percorso virtuoso di convivenza, o l’unica via sarà quella di togliere tutti i pavoni da Punta Marina, che potrà contare sulle strade sconnesse e il rigassificatore per incentivare il turismo”.

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L’auspicio rimane quello di un maggior coinvolgimento da parte dell’Amministrazione comunale che “speriamo ascolti le proposte che sono state presentate in dettaglio dalla nostra associazione”, conclude Clama.  


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