“I’ll be different” è il primo brano dei a nice noise nuova band di Adele Altro con il trio jazz She’s Analog

“I’ll be different” è il primo brano degli a nice noise, la nuova band formata dalla cantautrice Adele Altro e dal trio jazz She’s Analog.
“I’ll be different” anticipa il debutto discografico del progetto, nato dall’incontro tra due importanti realtà della musica alternativa italiana: Adele Altro (Any Other) e She’s Analog, trio jazz sperimentale composto da Stefano Calderano, Giovanni Iacovella, Luca Sguera.
“I’ll be different” è, come ci dicono le note stampa, il manifesto di un sound unico, influenzato tanto dalle esperienze dei singoli componenti quanto dall’alchimia nata dall’incontro di personalità così importanti.
Lontano dall’essere una semplice collaborazione occasionale, il quartetto si mostra sin da subito come un organismo creativo compatto e paritario capace di trasformare il palcoscenico in uno spazio di composizione continua – tra scrittura e improvvisazione – in cui far convivere tensione melodica, ricerca timbrica e liberta? espressiva.
Ascoltando la musica di a nice noise si ha l’impressione di attraversare una grande appartamento fatto di stanze diverse e imprevedibili, dalle pareti indefinite, in cui convivono chamber pop, elettronica, jazz contemporaneo e post rockIl songwriting intimo e raffinato di Adele si intreccia così a architetture strumentali complesse, sintetizzatori analogici, chitarre sature, batterie preparate e beat elettronici generando un equilibrio dinamico tra forma canzone e sperimentazione senza mai disperderne il centro emotivo.
Questo attraversamento “spaziale” è anche, e forse più, un attraversamento “temporale”: il passaggio da uno stato all’altro, una sorta di trasformazione stando alle parole della band stessa:
“Attraverso tantissime stanze diverse, alcune durano pochi secondi (come quando la voce rimane filtrata accompagnata solamente da archi sintetici lo-fi), i livelli sono tanti. Ad un certo punto mi ritrovo in una stanza con solo pianoforte e voce vicini ma ecco dopo un po’ l’intrusione di una band rock che suono lo stesso pezzo ma in una versione tutta diversa: i piani spaziali (temporali!) si mescolano, si trasformano. non è barocco perché un centro rimane sempre (il testo?), ma cubismo con stralci di canzoni, tonali, arrangiamenti diversi (memoria del nostro percorso)“.
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