Perugia, dopo più di 10 anni di aste a vuoto società veneta acquista Palazzo Rossi Scotti

Dopo oltre un decennio di tentativi e aste andate a vuoto, a Perugia è stato venduto Palazzo Rossi Scotti. Nelle scorse ore la giunta comunale ha infatti approvato la delibera con cui si dà l’ok alla trattativa privata diretta delle nove unità immobiliari di proprietà del Comune. Ad acquistarli è stata Casa Lab, una società di Treviso.
Il palazzo L’edificio del XVII secolo, costruito sulle rovine della storica fortezza di Monmaggiore, si trova in piazza Biordo Michelotti, nel cuore del centro storico. La porzione venduta ha una superficie complessiva di circa 1.690 metri quadrati. L’immobile risulta inutilizzato dal 2001 e versa in uno stato di deterioramento dovuto al lungo abbandono e ad alcuni cedimenti della struttura. Un palazzo «non più funzionale – spiega la giunta nella delibera – alle finalità istituzionali dell’Ente» e non destinabile «ad altri utilizzi istituzionali per natura e collocazione».
Tentativi a vuoto Il palazzo era stato inserito nel piano delle alienazioni del Comune continuativamente dal 2013 al 2021, poi nel 2025 e infine nel piano triennale 2026-2028. L’ultima delle aste pubbliche andate deserte è stata quella del 9 dicembre scorso, per la quale era stato previsto uno “sconto”: in passato infatti per i nove appartamenti il compratore avrebbe dovuto sborsare 1,5 milioni di euro. Proprio l’assenza di offerte ha consentito all’amministrazione di ricorrere alla trattativa privata diretta, applicando le norme in materia che permettono di vendere il bene allo stesso prezzo stabilito come base d’asta per l’ultimo tentativo di vendita andato a vuoto.
Il tentativo con l’Adm Nel 2022 l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Romizi, aveva provato a percorrere una via alternativa per il recupero del palazzo, firmando un protocollo d’intesa con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli. L’accordo prevedeva la concessione gratuita degli spazi in cambio di lavori di riqualificazione a carico dell’Agenzia, così da far spazio a uffici e iniziative culturali e di contrasto alla contraffazione. Quella intesa non ha però avuto seguito, spingendo il Comune a rimettere l’immobile sul mercato.
Gli acquirenti La Casa Lab è un’azienda con sede legale a Spresiano, in provincia di Treviso. La società ha formalizzato la propria offerta a maggio e, al momento, non sono stati resi noti nei dettagli i piani per lo storico palazzo. Quel che è certo è che trattandosi di un immobile protetto da un vincolo di interesse storico dal 2016, il passaggio di proprietà segue le regole stabilite dal codice dei beni culturali. E quindi l’efficacia del contratto rimane subordinata al mancato esercizio del diritto di prelazione da parte del ministero della Cultura, della Regione o di altri enti locali, che avranno 60 giorni di tempo per decidere a partire dalla notifica dell’operazione alla Soprintendenza. Diritto di prelazione che, salvo improbabili sorprese, non sarà esercitato da nessuno.
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