Bari, vive nel degrado ma imputata per occupazione abusiva
Il soffitto del bagno crollato, prese bruciate, impianto elettrico deteriorato. La caldaia non funziona e la muffa infesta le pareti, niente autoclave. Sono le condizioni in cui vive una famiglia, al rione San Pio di Bari, all’interno di un appartamento di edilizia residenziale del Comune di Bari. Il capofamiglia, affetto da insufficienza renale cronica è invalido totale e dunque non può lavorare, uno dei due figli è portatore di handicap, l’altra ha solo 8 anni. Sua moglie, anche lei invalida civile all’80 per cento, è a processo per aver occupato abusivamente quell’abitazione, come accertato da un’ispezione della polizia locale.
Questa mattina Teresa, 35enne, è comparsa dinanzi al giudice monocratico del tribunale di Bari per essere ascoltata, e assistita dal suo legale, l’avvocata Daniela Castelluzzo, ha raccontato le condizioni di difficoltà in cui si trova l’intero nucleo familiare. “La casa popolare in cui stiamo – ha detto – è invivibile e pericolosa per la nostra salute, lo hanno attestato anche i servizi sociali”. La donna nei mesi scorsi, in occasione di un incontro istituzionale a San Pio, aveva chiesto l’intervento del sindaco Vito Leccese, al quale torna a rivolgersi: “Mi ero illusa di poter avere l’assegnazione di una casa in emergenza abitativa come mi era stato detto – ha aggiunto – ma è tutto sfumato. Non mi abbandonate”. Per questo il difensore ha citato come teste a sostegno, in aula, il primo cittadino che oggi era impossibilitato a partecipare. Vito Leccese sarà sentito nella prossima udienza.




