Studenti di Sociologia e Criminologia della d’Annunzio in visita al carcere di Chieti

Due giornate tra teoria e pratica per conoscere da vicino il sistema penitenziario e i percorsi di reinserimento sociale. Gli studenti dei corsi di laurea triennale in Sociologia e Criminologia e della magistrale in Ricerca sociale e Politiche per la sicurezza e la criminalità dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara hanno partecipato a una visita didattica alla Casa circondariale di Chieti “Madonna delle Piane”.
L’iniziativa è stata guidata dal professor Gianmarco Cifaldi, docente di Sociologia penitenziaria e rieducazione sociale e di Sociologia della violenza del Dipartimento di Scienze Filosofiche, Pedagogiche e Sociali dell’ateneo.
L’esperienza ha consentito agli studenti di osservare direttamente il funzionamento della struttura carceraria e di approfondire le attività e i progetti dedicati al trattamento e al reinserimento della popolazione detenuta.
Nel corso delle due giornate, i partecipanti hanno preso parte a momenti di confronto diretto con alcuni detenuti e hanno avuto l’opportunità di sviluppare capacità di osservazione e analisi sul campo, competenze considerate fondamentali per il futuro professionale di chi opera nel settore sociale, criminologico e della sicurezza.
L’iniziativa è stata realizzata grazie alla collaborazione tra università e istituto penitenziario, con il coinvolgimento del direttore della Casa circondariale Franco Pettinelli, del comandante del reparto di Polizia penitenziaria, della responsabile sanitaria, dottoressa Ulisse, oltre al personale giuridico-pedagogico, operatori e agenti che hanno accompagnato il gruppo durante la permanenza nella struttura.
“Durante le lezioni curriculari in Ateneo gli studenti acquisiscono le basi teoriche della materia – spiega il professor Gianmarco Cifaldi –. L’opportunità di accedere all’interno dell’istituto penitenziario consente loro di verificare direttamente sul campo quanto studiato in aula, conferendo un valore aggiunto imprescindibile alla disciplina”.
“Queste due giornate sono state straordinarie, intense e proficue – conclude il docente – offrendo ai ragazzi l’occasione di affinare competenze trasversali che risulteranno decisive per la loro futura applicazione professionale dopo la laurea”.
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