Ancona, esce di prigione e trova la casa occupata. I mobili degli abusivi? Li butta in strada
ANCONA – Non sarà passata inosservata la catasta di mobili comparsa nel cortile di una delle case popolari del circondario di piazza d’Armi, alle spalle del nuovo mercato coperto. La storia che c’è dietro, però, ha del singolare.
La ricostruzione
Secondo la ricostruzione degli uffici del Comune, intervenuti prontamente per verificare la presenza di questa piccola discarica abusiva, la responsabile sarebbe una donna d’origine rom cui proprio quell’alloggio popolare di piazza d’Armi era stato affidato. Peccato che poi sia finita sotto ben altro tetto, quello delle “patrie galere”. Rimasta in carcere per qualche tempo, la casa sfitta deve aver fatto evidentemente gola a qualche altro inquilino, che senza pensarci due volte si è introdotto forzosamente nell’abitazione, occupandola. Tutto è filato liscio fino ad un paio di giorni fa, quando la donna è stata scarcerata e, facendo rientro a casa, ha notato che il mobilio nelle stanze non era il suo ma quello che gli inquilini fantasma avevano avuto il tempo di montare nella sistemazione abusiva. La donna non ci ha pensato due volte, e ha chiamato l’Erap per chiedere delucidazioni. Il risultato? La signora ha preso materassi e comodini e li ha buttati in giardino, forse direttamente giù dalla finestra, in attesa che qualcuno li passasse a prendere. Parliamo dello stesso stabile dove il Corriere aveva scoperto una crack house, poi demolita dal Comune. Che, intanto, prosegue le trattative con l’Erap per la cessione del complesso immobiliare, da destinare ad alloggi per studenti.




