Venti vittorie e solo dodici set persi su settantadue: così la Sir ha costruito il finale perfetto

di Carlo Forciniti
Uno degli assunti più in voga nello sport recita così: “Chi vince festeggia, chi perde spiega». In casa Sir Perugia l’ultima parte del detto di cui sopra si può mutare in un “chi perde impara”.
Lezione Perché la squadra di coach Lorenzetti ha tratto tesoro da una sconfitta in particolare: il ko in semifinale di Coppa Italia maturato contro Verona. Lo ha dichiarato Simone Giannelli a scudetto appena vinto con un inequivocabile «quel ko per certi versi ci è stato molto molto utile. È stata una batosta, in quel momento abbiamo capito che dovevamo alzare il nostro livello».
Strapotere Lo dicono i numeri registrati dai Block Devils negli ultimi tre mesi. Che sono sinonimo di strapotere. Di onnipotenza pallavolistica che si è tradotta nella vittoria della settima Supercoppa italiana, nel terzo scudetto e nella seconda Champions League. Da quel 7 febbraio, la Sir ha giocato venti partite. Tutte vinte. Ma c’è di più: su settantadue set disputati, sono stati solo dodici quelli concessi agli avversari. Una miseria.
Archiviata la dimenticabile parentesi di Bologna, Perugia è ripartita infliggendo un netto 3-0 a Praga a domicilio, stesso risultato conseguito a Berlino. Tra la trasferta ceca e quella polacca, un più sofferto 3-2 inflitto a Piacenza. Restando al campionato, doppio 3-0 a Verona (una delle tante prove di forza stagionali di Colaci e compagni) e a Grottazzolina. Trionfale la marcia in Supercoppa a Trieste: sconfitta Trento in semifinale senza concedere alcun set, appena uno quello concesso alla Rana in finale. Smaltiti i festeggiamenti per il secondo trofeo stagionale dopo il Mondiale per club, Perugia ha superato i quarti di finale di playoff scudetto contro Monza concedendo ai brianzoli solo tre set all’interno della serie. Restando ai quarti ma di Champions League, 3-2 al Guaguas in Spagna prima, 3-0 a Perugia poi e pass per la Final Four di Torino.
Marcia tricolore Ma prima c’era da andare a caccia del terzo tricolore della storia. In semifinale, un avversario non facile: Piacenza. Regolato 3-1 sia nel primo atto che nel secondo, 3-0 in gara tre, quella che permette al club del patron Sirci di giocare la finale scudetto. Contro la Lube. Ancora una volta. Sulla carta si annuncia una serie molto equilibrata. Ma Perugia parte forte e non si ferma più, come testimoniano i parziali dei tre successi di fila che regalano alla Sir – in versione Susa Scai – il terzo scudetto della storia: doppio 3-1 in gara 1 e 2, 3-0 in gara 3.
Capolavoro Il resto è storia recente: Torino, Final Four di Champions League. Con il morale alle stelle per il terzo scudetto appena messo in bacheca, la Sir – questa volta targata Sicoma Monini – domina la due giorni dell’Inalpi Arena con un 3-0 su Varsavia prima e Zawiercie poi che chiude con i fuochi d’artificio una stagione destinata a restare tra i riferimenti principali del volley contemporaneo. In cui un ko in semifinale di Coppa Italia allora molto doloroso da digerire, è stato tra i fattori che hanno spinto Perugia ha costruire il suo capolavoro. In Italia e soprattutto oltre confine.
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