Scienza e tecnologia

3 serie di videogiochi andate allo sbando dopo un buon primo gioco

Queste tre saghe famosissime devono in larga parte il loro successo ad un primo capitolo entusiasmante. Successivamente, salvo qualche sprazzo qua e là, si sono arenate, o per dirla con un proverbio, si sono adagiate sugli allori, finendo per non toccare mai più le vette con cui si sono fatte conoscere al grande pubblico.

Partiamo da una delle IP Ubisoft più controverse: Watch Dogs. Il videogioco, uscito dopo rinvii e downgrade grafici, ha tendenzialmente convinto la critica ed il pubblico, proponendosi come una boccata d’aria fresca in un’industria – ai tempi – un po’ monotona. Il concept era ed è ancora oggi interessante, e si basa essenzialmente su una serie di azioni di hacking che il personaggio può compiere e con le quali può interferire con le attività altrui. Inoltre, l’iconico protagonista Aiden Pearce è rimasto un volto noto nell’industria videoludica, salvo poi sparire nei capitoli successivi. A proposito di sequel, il secondo Watch Dogs 2 ha cambiato drasticamente il tono, diventando un po’ più leggero, quasi un ibrido con GTA. E Legion? Sebbene il concept fosse interessante, venne a mancare la componente “trama” e “personaggio”, due assoluti protagonisti del primo Watch Dogs. Sarà per questo motivo che Ubisoft ha scelto di mettere da parte a tempo indeterminato la saga?

Allo stesso modo, il primo Dragon Age Origins viene considerato da molti uno degli RPG più belli di tutti i tempi. Ed è per questo motivo che i capitoli successivi, per quanto di buona qualità – soprattutto il secondo – sono nettamente meno impattanti. Il capostipite della saga BioWare, uscito negli anni migliori della compagnia, è profondo, strategico, ricco di scelte morali importantissime ma soprattutto arricchito da un mondo e universo fantasy convincente e pieno zeppo di personaggi caratteristici e memorabili. Con i sequel qualcosa si è rotto. Dopo un DA 2 convincente, i successivi capitoli furono mal digeriti dall’enorme fan base della serie GDR, per arrivare al disastroso Veilguard uscito nel 2024.

L’ultimo della nostra lista è, ahinoi, Life is Strange. La serie di avventure grafiche Dontnod è partita con il botto, con un primo capitolo eccezionale dall’atmosfera malinconica e nostalgica, una colonna sonora semplicemente perfetta ed una storia emotivamente coinvolgente. Ma soprattutto ricca di colpi di scena devastanti. E poi c’erano loro, Max e Chloe, due personaggi che sono giunti fino ai giorni nostri e che abbiamo ritrovato nell’ultimo Life is Strange: Reunion. E i capitoli successivi? Nulla a che vedere con il capostipite. Per quanto godibili ed in alcuni casi molto convincenti – come True Colors – mancava sempre quella componente magica che ci ha fatto innamorare del primo Life is Strange.


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