RD Congo, Mondiali a rischio per l’epidemia di Ebola: annullato il ritiro a Kinshasa – Calcio
La Repubblica Democratica del Congo prepara il primo Mondiale della sua storia (nel 1974 si chiamava Zaire). Ma deve fare i conti con un avversario molto più pericoloso del Portogallo o della Colombia: l’Ebola. L’epidemia che sta colpendo il Paese — oltre 130 morti secondo il ministero della Salute congolese e centinaia di casi sospetti — ha già costretto la federazione a cancellare il ritiro pre-Mondiale previsto a Kinshasa.


Congo, ritiro in Belgio e restrizioni dagli Usa
La squadra si allenerà in Belgio, lontano dal Congo, anche per evitare problemi logistici e sanitari legati all’ingresso negli Stati Uniti, uno dei Paesi ospitanti della Coppa del Mondo 2026. Washington ha infatti introdotto restrizioni severe per chiunque sia stato in Congo, Uganda o Sud Sudan negli ultimi 21 giorni, dopo che l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato l’emergenza sanitaria internazionale per il nuovo focolaio del raro ceppo Bundibugyo.


Una deroga per i calciatori, staff a rischio
Per ora la partecipazione del Congo al Mondiale non è formalmente in discussione, ma c’è già chi parla di possibili ripescaggi al posto della squadra africana. Secondo funzionari del Dipartimento di Stato americano, la nazionale dovrebbe ottenere una deroga speciale perché gran parte dei giocatori milita e si allena già in Europa. Diverso però il discorso per tifosi e membri dello staff provenienti direttamente dal Paese africano, che rischiano invece limitazioni, controlli sanitari rafforzati o addirittura il blocco all’ingresso.
Niente festa a Kinshasa
La situazione resta però delicatissima. Il Congo avrebbe voluto trasformare la prima qualificazione mondiale in una festa nazionale, con eventi pubblici e una cerimonia di saluto alla squadra alla presenza del presidente Félix Tshisekedi. Tutto cancellato. La priorità, adesso, è evitare che il virus trasformi il sogno del Mondiale in un caso diplomatico e sanitario globale.
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