«Referto al palo da 3 mesi». Cesetti (Pd) chiama in causa il ministro Schillaci

ANCONA Da tre mesi attende il referto istologico per valutare l’entità di una lesione al collo dell’utero. Un triste ritornello che si ripete nel sistema sanitario regionale. Questa volta la storia arriva da Senigallia, dove un’insegnante di 36 anni, dallo scorso febbraio aspetta di avere in mano l’esito della biopsia.
La paura
«Sto vivendo in una sorta di limbo» dice rammaricata. «Non so neanche se il campione è stato analizzato, processato o se si è addirittura perso». Una situazione, di fronte alla non conoscenza di una possibile malattia, in cui la paura e l’ansia possono prendere il sopravvento. La biopsia è stata necessaria dopo il risultato del pap-test (lo screening periodico per prevenire il tumore al collo dell’utero) eseguito all’ospedale di Senigallia. Il risultato, con la rilevazione di un genotipo ad alto rischio, ha costretto la paziente a sottoporsi a una colposcopia, sempre all’ospedale cittadino. L’esame è stato eseguito lo scorso febbraio, con il riscontro di una «area micropapillare»: una parte è stata prelevata per poter procedere con la biopsia. Il campione è stato inviato ai laboratori del centro diagnostico Torrette, ma ancora la risposta non è arrivata. «Che devo pensare? Che probabilmente la prossima volta sarò costretta a rivolgermi a un privato. Ho 36 anni, mi piacerebbe anche poter pensare a una gravidanza, ma in questo momento come faccio?» La domanda, più che lecita, della 36enne. Il problema dei referti non processati si ripete da mesi. L’Ast di Ancona sta cercando di recuperare il pregresso, ma ci sono ancora circa 2.800 persone in attesa nella provincia, tra Senigallia, Fabriano – dove risultano giacenze di campioni istologici fermi da oltre 40 giorni – e Jesi. E anche nel Fermano la situazione è nelle sabbie mobili.
La richiesta
Una falla, dopo lo scandalo del plasma, per cui ha preso posizione il consigliere regionale dem Fabrizio Cesetti, chiamando direttamente in causa il ministro della Salute, Orazio Schillaci, perché «intervenga, anche attraverso una capillare attività ispettiva dei Nas, sulla questione dei ritardi nella consegna dei referti istologici ai malati oncologici. Non è possibile che continui questo stillicidio quotidiano di pazienti disperati che attendono risposte vitali. Si tratta ormai di uno scandalo nazionale».




