Sir, è qui la festa: celebrata in grande stile una stagione che resterà «per l’eternità»

di Ca. For.
Ormai è un appuntamento fisso. Una dolce abitudine. Una consuetudine che si ripete. Ma che ha sempre un sapore speciale. Unico. Quest’anno, ancora di più. È la festa che la Sir celebra per festeggiare i trionfi della stagione appena andata agli archivi. E la 2025-2026 avrà per sempre un posto particolare nel cuore e nella mente di chi ha vissuto da protagonista in diverse vesti quella che è stata una cavalcata trionfale da parte della Sir, in versione Susa Scai e Sicoma Monini.
Eternità «Lo sport regala qualcosa che non si compra: è l’eternità!». È il messaggio che traspare durante la festa celebrata dal club del patron Sirci con tutti coloro che il sogno hanno contribuito a regalarlo e renderlo possibile. Solo due anni fa Perugia festeggiava un poker che sembrava difficilmente replicabile. Lo scorso 17 maggio a Torino, eccone un altro: ma al posto della coppa Italia, è arrivata la seconda Champions League. La Sir che supera la Sir.
Impresa storica Una “foresta di Coppe” è stato lo scenario di una serata di festa in cui il club del presidente Gino Sirci ha celebrato un’altra stagione che rimarrà negli annali della pallavolo mondiale. «Stasera dobbiamo attestare una cosa: che questi ragazzi hanno fatto qualcosa di grande, di immenso! Nella stessa stagione vincere il Mondiale per club, la Supercoppa, lo scudetto e la seconda Champions League consecutiva è un’impresa storica!». Con queste parole il patron bianconero ha accolto i suoi ospiti, la grande famiglia della Sir che ha reso possibile raggiungere, tutti insieme, un successo straripante, dilagante.
Supremazia Traguardi che fanno parlare di Perugia nel mondo, risultati raggiunti con impegno e dedizione in un percorso che è stato un’ascesa costante e inarrestabile, come ha sottolineato il direttore sportivo, Goran Vujevic: «Non è affatto scontato che si potesse arrivare a giocare con questa superiorità e la supremazia che abbiamo dimostrato in campo. Orgogliosi di aver realizzato traguardi che qualche anno fa guardavamo solo da lontano».
L’unione fa la forza Il general manager, Bino Rizzuto attribuisce alla forza del gruppo il valore aggiunto che ha reso possibile raggiungere una stagione da sogno: «Credo che i festeggiamenti di questo gruppo non siano soltanto le vittorie; è un gruppo che è stato unito e compatto nelle gioie, ma anche nelle difficoltà».
Lacrime di gioia Davide Candellaro, al suo primo anno da team manager dopo aver chiuso lo scorso anno la carriera da giocatore a Perugia, ha reso la fotografia perfetta della serata soffermandosi sulle intensità emotiva che l’ha caratterizzata: «A me non era mai successo di vedere le lacrime ad una cena di fine anno».
Il cerchio Alla guida del gruppo il condottiero Angelo Lorenzetti, che a Perugia e in soli tre anni, ha traghettato i Block Devils alla conquista di ben 10 trofei: 2 scudetti, 3 supercoppe, 1 Coppa Italia, 2 Mondiali per club e 2 Champions League. Il coach ha ringraziato l’intera società, lo staff tecnico e i suoi ragazzi, ribadendo l’importanza del “cerchio”, diventato tratto distintivo del suo metodo di lavoro: quel cerchio che rende forti, che unisce, che sorregge l’un l’altro nei momenti di difficoltà. Quel girotondo che richiama la purezza del gioco dei bambini, un girotondo che non lascia passare le avversità del mondo esterno.
Finale da film Orgoglio e gratitudine hanno accompagnato le parole di tutti i Block Devils che, uno per uno, hanno preso la parola nel corso della serata, guidati dal “conduttore d’eccezione”, Massimo Colaci, che chiude la sua carriera da giocatore come non avrebbe mai sognato. «Non avrei mai immaginato di chiudere così. Se avessimo dovuto scrivere un film, non avremmo mai nemmeno potuto osare di scrivere un copione migliore di questo!».
Gratitudine Tra applausi, ringraziamenti, sorrisi, ma anche commozione, si sono susseguiti tutti gli interventi, chiusi dal capitano, Simone Giannelli, che archivia la sua quinta stagione consecutiva a Perugia dopo aver alzato al cielo altri 4 trofei, conquistati con l’impegno, ma anche con la capacità di fronteggiare le difficoltà: «Quando si alzano i trofei è bello per tutti, ma noi sappiamo le difficoltà che ci sono state. Un ringraziamento a tutti i ragazzi, da quelli che restano a quelli che andranno via».
Nuovi orizzonti Questi ragazzi lasciano un’eredità importante alla società, alla città di Perugia, all’intera regione Umbria e all’intero mondo della pallavolo. Ma un grande club come quello del presidente Gino Sirci ha un’anima ambiziosa, perché la pancia non è mai sazia e la mente viaggia sempre avanti, senza fermarsi. Per questo, la parola chiave che ha accompagnato e concluso la serata, è stata una: «Ricominciamo».
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