Scienza e tecnologia

5 vecchi giochi single player che dovresti riscoprire nel 2026: sono ancora attualissimi

Oltre ai nomi più celebri ed osannati del mainstream, scavando a fondo è possibile trovare tanti vecchi giochi single player ancora bellissimi a distanza di anni, anche tra i nomi più di nicchia che magari ai tempi della loro uscita scoprirono in pochi.

Ne possiamo citare molti altri ancora, sia tra i nomi popolari che tra la nicchia: di seguito eccovi 5 vecchi giochi single player da riscoprire nel 2026, ancora oggi godibilissimi.

Max Payne 3 2012

Max Payne 3 non ha mai raggiunto le vette di popolarità dei Grand Theft Auto e Red Dead Redemption, e non è mai stato al centro dell’attenzione come Bully ed altri discussi titoli del colosso newyorkese, eppure il terzo episodio della storica serie ideata da Remedy Entertainment meriterebbe molta più considerazione rispetto a quanto ottenuto. Sebbene atmosfere e direzione narrativa siano ben differenti rispetto a quanto vissuto nei primi due iconici titoli della trilogia, Max Payne 3 è comunque una loro degna evoluzione con una propria personalità cruda ben marcata e una giocabilità TPS sempre di altissimo livello che fa tesoro di tutte le peculiarità del franchise, a partire dall’ormai leggendario Bullet Time. Il terzo episodio ancora non è mai stato riproposto su piattaforme attuali, ma se avete modo di giocarlo su PS3 o Xbox 360 non perdete assolutamente l’occasione.

The Evil Within 2014

Diretto da Shinji Mikami e prima opera di Tango Gameworks, The Evil Within strizza l’occhio ai Resident Evil ed agli Action/Horror in generale offrendo atmosfere da brivido, combattimenti carichi di tensione e scenari oscuri che restano impressi nella mente. Pur non essendo magari impeccabile in termini di ritmo e non brillando per originalità, The Evil Within ha un’impostazione che ancora oggi funziona in modo efficace e dunque vale la pena riscoprirlo in tutte le sue inquietanti sfumature. Stesso discorso vale anche per il successivo The Evil Within 2 del 2017, sicuramente più orientato verso l’azione ma che si dimostra godibile quanto se non più del suo predecessore.

Metal Gear Solid V The Phantom Pain 2015

La storia dietro Metal Gear Solid V The Phantom Pain la conosciamo tutti: Konami e Hideo Kojima finirono ai ferri corti, il celebre game designer non ebbe modo di completare il gioco rispettando appieno la visione che aveva in mente e l’avventura con protagonista Venom Snake arrivò sul mercato incompleta, quantomeno sul fronte narrativo. Nonostante i problemi, però, da giocare The Phantom Pain rimane esplosivo ed estremamente godibile, una vera e propria evoluzione di quanto visto nella serie di Metal Gear fino a quel momento e con una varietà e profondità ludica e concettuale da lasciare a bocca aperta. Considerato poi l’arrivo di Metal Gear Solid Master Collection Vol 2 ad agosto 2026, rivivere il kolossal del 2015 potrebbe essere a maggior ragione un’idea da prendere seriamente in considerazione.

Deus Ex Mankind Divided 2016

Se il precedente Deus Ex Human Revolution aveva goduto di una certa popolarità tra critica e pubblico, Deus Ex Mankind Divided è invece passato molto più inosservato senza raggiungere successi rilevanti, portando il suo brand a una pausa a tempo indeterminato che forse non si concluderà mai. Un vero peccato: pur non essendo magai brillante come Human Revolution, Mankind Divided aveva comunque tante frecce al suo arco e tutto il necessario per dimostrarsi un Action/RPG con elementi Immersive Sim di gran qualità. Complesso, stimolante e con una narrativa avvincente sorretta da ambientazioni altrettanto suggestive, Mankind Divided merita una seconda anche anche a distanza di un decennio dal suo originale debutto sul mercato ed ha tutto ciò che serve per intrattenere con passione.

Devil May Cry 5 2019

Non è magari vecchissimo, ma Devil May Cry 5 è ancora adesso l’apice degli Stylish Action in termini di contenuti, creatività e qualità del sistema di combattimento. Capcom ha tirato fuori dai cilindro un’autentica perla che lascia a bocca aperta per i suoi ritmi indemoniati e per le infinte possibilità date da tre personaggi giocabili ben distinti tra loro in ottica gameplay, equipaggiamenti e tecniche a disposizione, dando vita su schermo a un autentico tripudio di proiettili, combo spettacolari all’arma bianca ed effetti speciali mozzafiato. Che si giochi la versione originale del 2019 oppure la Special Edition pubblicata un anno dopo, con Devil May Cry 5 si va sempre a botta sicura.


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