ecco come hanno votato i sei candidati

Ciò che ha messo tutti d’accorso, in positivo, è la realizzazione di un centro di mediazione culturale, visto che non c’è più la Casa delle Culture, realizzata a suo tempo dalla giunta Fanfani con i finanziamenti del Piuss e poi destinata ad altro uso dall’amministrazione Ghinelli. Da Donati a Tulli, passando per Comanducci, Ceccarelli, Andreani e Menchetti tutti hanno detto sì. Lo hanno fatto attraverso i cartellini verdi di Arezzo Notizie, usati durante il confronto pubblico di ieri alla Borsa Merci per rispondere alla raffica di domande su alcune infrastrutture, opere pubbliche e manifestazioni presenti, passate o da avviare in città.
Una risposta diametralmente opposta, ma che ha altrettanto messo tutti d’accordo, è stata quella della nuova caserma della polizia municipale di Arezzo. Ai candidati è stato chiesto di esprimersi sull’immobile di via Filzi e tutti hanno detto di no, alzando il cartellino rosso. Chiunque vinca le elezioni amministrative quel progetto non sarà portato avanti, ma si cercheranno altre soluzioni, altri luoghi considerati più adatti.
La prima domanda ha invece riguardato le Zone 30, quelle a ridotta velocità consentita per facilitare la mobilità dolce e ridurre l’incidentalità. In questo caso hanno votato a favore sia Marco Donati della coalizione civica che Vincenzo Ceccarelli del centro sinistra, così come Marco Tulli presente per Alternativa Comune in sostituzione della candidata a sindaca Serena Marinelli.
Gli altri tre candidati si sono astenuti: Marcello Comanducci del centro destra, Michele Menchetti della Lista Indipendente per Arezzo e Egiziano Andreani per Democrazia Sovrana Popolare.
A loro è stato chiesto di esprimersi anche sul progetto Due Torri di via Tiziano, due palazzine da costruire che hanno avuto l’approvazione dell’amministrazione. In questo caso si è registrata l’astensione di Comanducci, e i no di tutti gli altri, a partire da Ceccarelli, Donati, Andreani, Menchetti e Tulli.
E della continuazione del progetto di Confcommercio del Villaggio Tirolese in Piazza Grande, che vede la presenza delle baite da metà novembre e fino all’Epifania, cosa ne pensano? Cartellino verde, e quindi un sì, è stato espresso da Donati, Comanducci, Ceccarelli e Andreani. Tulli e Menchetti hanno detto no.
Infine si è parlato della stazione Alta Velocità MedioEtruria da realizzare a Rigutino: qui ci sono stati tre cartellini verdi per dire sì da parte di Donati, Comanducci e Ceccarelli, Menchetti ha ribadito il suo no mentre Tulli e Andreani si sono astenuti.
Sul voto di via Filzi, sono arrivati anche dei commenti successivi al dibattito, al quale hanno assistito molti cittadini che hanno occupato tutta la platea sia a sedere che in piedi.
Sede Polizia Municipale in via Filzi, Menchetti: “sei cartellini rossi per Ghinelli”
“Lo scorso 18 maggio 2026 presso la borsa merci di Arezzo si è svolto l’ennesimo confronto fra i candidati sindaco di Arezzo, questa volta promosso e organizzato da Arezzo Notizie. Nel finale della riunione – lo dico per gli aretini che non erano presenti in sala – Mattia Cialini, direttore della testata, ci ha distribuito due cartellini, uno verde e uno rosso, come i colori del semaforo e subito dopo ci ha presentato una serie di pratiche comunali rispetto alle quali siamo stati chiamati ad esprimerci.
Come vi potete immaginare, il verde approva, cioè la pratica passa, mentre il rosso la ferma e viene respinta. Ebbene alla domanda “approvereste la nuova caserma della polizia municipale di Arezzo in via Fabio Filzi?”, abbiamo risposto all’unanimità con sei cartellini rossi.
L’amministrazione Ghinelli sul caso di via Filzi è stata bocciata da tutti noi. Bocciata da me, ma anche da Vincenzo Ceccarelli, da Marco Donati, da Egiziano Andreani, da Marco Tulli (Serena Marinelli) e clamoroso, bocciata anche da Marcello Comanducci che ha cercato così di salvarsi in calcio d’angolo, smarcandosi da quel voto da lui espresso nel 2018 quando anch’egli aveva approvato questa pratica. Sei cartellini rossi in un colpo solo. Guardate la foto, vale più di mille parole. La dimostrazione pratica di un fallimento politico-amministrativo certificato all’unanimità da tutti i sei candidati sindaco di Arezzo.
Ricordo che nell’ultimo consiglio comunale aperto su via Filzi, il quasi ormai ex sindaco Alessandro Ghinelli disse tra le altre cose ai cittadini presenti in aula: “Mi sento responsabile e intendo risolvere la questione prima della fine del mio mandato”. Non ce l’ha fatta. Glielo avevo promesso. Mi sono opposto al massimo delle mie competenze per evitare che questo progetto osteggiato da tutti, vigili in testa, non andasse avanti.
Delle ambizioni smisurate di Ghinelli e delle sue due amministrazioni, quella del 2015 con gli allora assessori oggi candidati Marcello Comanducci, Gianfrancesco Gamurrini, Lucia Tanti, Alberto Merelli e quella del 2020 con gli attuali assessori-candidati Giovanna Carlettini, Francesca Lucherini, Monica Manneschi, Federico Scapecchi, Alberto Merelli e Lucia Tanti, oggi resta solo la buca del cantiere di via Fabio Filzi.
Di questo scellerato progetto restano anche l’acqua marcia, la puzza, i topi, le zanzare e il disagio per i residenti che è la cosa più importante e della quale mi sono fatto carico in questi anni di opposizione. Restano anche le cause civili con richiesta danni contro il Comune di Arezzo avviate dalla banca Bcc Iccrea proprietaria dell’immobile, dalla agenzia di assicurazione per la cauzione pagata, oltre alla vertenza depositata presso la Corte dei Conti. Qui la caserma dei vigili non si farà. Come ho sempre detto in aula e come riferito alla stampa, chi ha sbagliato su questa vicenda ne risponderà e per quanto attiene il Comune di Arezzo, dovranno renderne conto sia la parte politica, che quella dirigenziale. Per me restano prioritari gli interessi degli aretini ed in questo caso specifico, quelli dei residenti di via Filzi che non ho mai abbandonato.”
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