Processo a Sa Vardia: anche il PM chiede l’assoluzione per i cavalieri di Orgosolo
NUORO – Volge alle battute finali, davanti al Tribunale di Nuoro, il processo relativo all’edizione 2022 di “Sa Vardia”, la tradizionale manifestazione equestre svoltasi a Orgosolo durante i festeggiamenti patronali dei Santi Pietro e Paolo. Per la giornata del 16 giugno, alle 9:00, è attesa la sentenza del giudice Francesco Filippo Orani, a conclusione di un procedimento che vede sul banco degli imputati nove cavalieri del posto. Nel corso dell’ultima udienza, lo stesso Pubblico Ministero Alberto Pinna ha formulato richiesta di assoluzione per tutti i coinvolti.
I fatti contestati risalgono al 29 giugno 2022, quando, secondo l’originario decreto di citazione diretta a giudizio emesso dal Sostituto Procuratore Riccardo Belfiori, Enrico Buffa, Vincenzo Corrias, Francesco Cossu, Pietro Gesuino Cubeddu, Marco Filiendu, Salvatore Marine, Emiliano Monni, Andrea Muggianu e Graziano Rubanu – erano stati chiamati a rispondere del reato in concorso legato all’effettuazione di uno spettacolo equestre ritenuto non autorizzato, con l’esecuzione di esercizi considerati pericolosi per l’incolumità pubblica.
La linea difensiva, sostenuta dal collegio forense composto dagli avvocati Margherita Baragliu, Antonello Cao, Antonio Falchi, Mario Silvestro Pittalis e Michele Mannironi, ha fatto perno sul profondo valore antropologico e religioso dell’evento. Attraverso le testimonianze dei rappresentanti civili e spirituali della comunità barbaricina, è stato ribadito come “Sa Vardia” non possa essere catalogata come una giostra o un palio, bensì come una corsa ancestrale strettamente interconnessa alla cerimonia sacra.

Il Legale Antonello Cao
Nelle arringhe finali è stato evidenziato che i cavalieri hanno agito in totale buona fede e che la predisposizione dei piani di sicurezza non debba gravare sui partecipanti, ma sulle istituzioni. L’avvocato Antonello Cao ha inoltre sottolineato come la popolazione locale e le attività commerciali siano storicamente consapevoli delle dinamiche dell’evento, adottando spontaneamente le necessarie cautele, in assenza di un reale pericolo. La difesa confida nell’assoluzione per evitare un precedente che andrebbe a colpire un rituale secolare.
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