Guerra al caporalato, 16 aziende sanzionate dai Carabinieri: multe per oltre 256mila euro | isNews
Numerosi i controlli eseguiti dal Nil per verificare la regolarità delle assunzioni e il rispetto delle norme in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro
CAMPOBASSO. Sedici aziende sanzionate e multe per circa 256.700 euro. Questo il bilancio dei numerosi controlli eseguiti dal Nucleo Ispettorato del Lavoro nel settore agricolo della provincia di Campobasso. L’attività, condotta in collaborazione con il Comando provinciale dell’Arma, si è concentrata in particolare sulla prevenzione del fenomeno del caporalato, sulla regolarità delle assunzioni e sul rispetto delle norme in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Le verifiche, eseguite nelle ultime settimane in diverse aree rurali del territorio provinciale, hanno coinvolto 18 aziende agricole e 62 posizioni lavorative, tra braccianti stagionali e dipendenti impiegati stabilmente nelle attività agricole.
Nel corso delle ispezioni i militari hanno controllato documentazione amministrativa e contrattuale, ascoltato lavoratori e titolari delle aziende e verificato le condizioni operative all’interno delle strutture. Gli accertamenti erano finalizzati a individuare eventuali forme di lavoro nero o “grigio”, con ore lavorative inferiori rispetto a quelle realmente svolte, oltre a controllare il corretto versamento dei contributi e degli obblighi assicurativi.
Particolare attenzione è stata dedicata agli aspetti legati alla sicurezza sul lavoro e alla formazione del personale. Proprio su questo fronte sono emerse le principali criticità: secondo quanto accertato dai Carabinieri del NIL, in numerosi casi i lavoratori non avevano ricevuto un’adeguata formazione sui rischi professionali né il necessario addestramento per l’utilizzo delle attrezzature agricole. Alcuni macchinari, inoltre, sarebbero risultati non conformi alla normativa vigente.
Il bilancio dei controlli parla di 16 aziende sanzionate su 18 ispezionate, con ammende complessive pari a circa 256.700 euro. In alcuni casi sono stati adottati anche provvedimenti di sospensione dell’attività lavorativa.
L’operazione rientra nella più ampia strategia di contrasto allo sfruttamento del lavoro promossa dal Comando Generale dell’Arma, con l’obiettivo di tutelare i lavoratori e garantire il rispetto della legalità in un comparto considerato strategico per l’economia del territorio.
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