Inconsapevole di quello che ha fatto, è in stato di confusione mentale
Redazione
19 maggio 2026 04:49
Salim El Koudri si trova in uno stato di profonda confusione mentale e appare incapace di comprendere la reale gravità delle proprie azioni. Secondo il suo avvocato difensore, Fausto Gianelli, il 31enne rivive la tragedia quasi come se fosse capitata a un’altra persona, mostrando stupore e apatia di fronte al racconto della dinamica. Non ha espresso un vero e proprio pentimento, ma piuttosto un forte shock, affermando di essere uscito di casa sabato pomeriggio con l’unico intento di morire, guidando il più velocemente possibile senza la volontà cosciente di uccidere nessuno. Di contro, i suoi genitori, che non hanno ancora incontrato il figlio e che il giovane stesso non ha chiesto di vedere in prima istanza, sono annichiliti dal dolore e chiusi in casa, pregando unicamente per la salute dei feriti ricoverati in ospedale.
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Le prime richieste avanzate dall’uomo all’interno del carcere di Modena appaiono inusuali rispetto al suo background e confermano, secondo la difesa, uno stato di forte fragilità interiore. Ha domandato beni di prima necessità e sigarette, ma ha anche chiesto espressamente di poter leggere una Bibbia e di incontrare un prete, sostenendo di avere bisogno di qualcuno che lo capisca. L’avvocato ha ribadito in modo categorico l’assenza di qualsiasi motivazione politica o religiosa alla base del gesto: il giovane non è praticante, non è radicalizzato e non ha contatti con reti estremiste.
Secondo Gianelli gli agenti della Polizia di Stato stanno conducendo indagini rapide e approfondite, analizzando cellulari, computer e vecchi dispositivi per ricostruire il suo passato e le sue comunicazioni, ma al momento non è emerso alcun elemento che possa far pensare all’emulazione di un attentato terroristico.
Alla base dell’improvviso crollo emotivo del giovane ci sarebbe una profonda e irrisolta frustrazione lavorativa che ha innescato un grave disagio psichiatrico. Dopo essersi laureato con ottimi voti nel 2018, il ragazzo ha prestato servizio in diverse aziende, lavorando per un anno in due ditte distinte e per sei mesi in altri contesti, ricoprendo mansioni precarie come operaio e magazziniere. La recente condizione di disoccupazione avrebbe fatto precipitare la situazione. In passato l’uomo era già stato seguito dal centro di salute mentale, ma aveva poi interrotto il percorso di cura tenendo all’oscuro i propri genitori. Alla luce di un quadro clinico così compromesso, il suo legale ha annunciato che la richiesta di una perizia psichiatrica rappresenta oggi il passaggio più urgente da affrontare.
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