Carrelli della spesa più sobri, boom per semi e kefir – CRONACA
Una stabilità apparente contraddistingue i consumi in Italia all’inizio del 2026, segnati da grande attenzione ai prezzi, acquisti frequenti e mirati e nuovi abitudini.
Il 70% della crescita dei volumi nel largo consumo, nei primi quattro mesi del 2026, rispetto all’anno prima è spiegata da sole 20 categorie di prodotti, tra le quali kefir (+50%), frutta esotica (+31%), semi (+29%), yogurt proteici (+26%) e specialità etniche (22%).
Sono alcuni aspetti della panoramica dei consumi tricolori realizzata da NielsenIq in occasione de Linkontro, appuntamento del largo consumo a Santa Margherita di Pula (Cagliari).
Nei primi quattro mesi del 2026 la spesa media delle famiglie in valore cresce in media del 2,6% rispetto all’anno precedente, la frequenza di acquisto del 7,6%. Non ci sono più i carrelli pieni con le scorte mensili, i consumatori entrano più volte nei punti vendita, scegliendo con maggiore attenzione cosa acquistare. Accelera ancora l’online, che aumenta del 13,6% in valore.
Dai dati emerge che l’Italia è tra i grandi Paesi europei quello con la più alta elasticità dei consumi rispetto al prezzo, quello cioè dove i rincari impattano di più sui volumi acquistati. Eppure la sobrietà non riguarda tutte le tipologie di acquisto, registrano aumenti importanti, per esempio, i prodotti salutari (+5,8% in valore), per quelli bio (+4,4%) e per quelli per sportivi (+6,9%).
“Il 2026 si apre all’insegna di una stabilità solo apparente: anche se i consumi restano costanti diventano sempre più frammentati e guidati da scelte di convenienza. Siamo anche di fronte a una alta infedeltà: in media, le famiglie italiane frequentano abitualmente 6,3 insegne”, afferma l’amministratore delegato di NIQ Italia, Enzo Frasio. “Segnale, questo – aggiunge – di una competizione sempre più intensa, amplificata dall’online”.




