Friuli Venezia Giulia

La Germania condannata 80 anni dopo: 108mila euro per l’orrore di Mauthausen

16 maggio 2026 – ore 17:00 – Il tribunale di Trieste ha riconosciuto la responsabilità della Repubblica Federale di Germania, in continuità con il Terzo Reich, per la deportazione e l’internamento di un militare italiano nei campi di concentramento nazisti durante la Seconda guerra mondiale, disponendo un risarcimento di 108mila euro a favore del figlio, erede della vittima. La sentenza, emessa dalla giudice Gloria Giovanna Carlesso e depositata il 12 maggio, riguarda un cittadino udinese che trascorse circa 600 giorni in prigionia, dal settembre 1943 fino alla liberazione, avvenuta il 5 maggio 1945. A darne notizia è il Messaggero Veneto. La richiesta di risarcimento era stata avanzata dagli avvocati Andrea Del Vecchio e Federico Gambini, dopo l’istituzione, nel 2022, del Fondo per il ristoro dei danni subiti dalle vittime di crimini di guerra e contro l’umanità commessi dalle forze del Terzo Reich ai danni di cittadini italiani, istituito presso il ministero dell’Economia e delle Finanze.

Secondo quanto ricostruito nel procedimento, il militare era stato catturato in Albania mentre si trovava con l’esercito italiano, quindi imprigionato a Podgorica e successivamente deportato nel campo di concentramento di Mauthausen. Il tribunale ha riconosciuto che le condizioni di detenzione subite risultavano in contrasto con le convenzioni internazionali dell’epoca sui prigionieri di guerra, configurando un crimine di guerra. «L’iniziativa del nostro cliente – hanno dichiarato i legali – era finalizzata a ottenere il riconoscimento delle sofferenze e delle atrocità subite».

Articolo di Francesco Viviani




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