è tra le migliori mete per il turismo sostenibile

Sarà consegnata domani l’ambito premio che certifica Sauris come destinazione “sostenibile”. Il piccolo borgo montano ha ricevuto il riconoscimento da Gstc -Global Sustainable Tourism Council, e la cerimonia di consegna sarò domani, domenica 17 maggio 2026, alle ore 18 alla Ssala Gradoni-Kursaal a Sauris di Sotto, all’interno dell’annuale appuntamento “De Zhare Lebet”, che premia i cittadini saurani eccellenti.
Solo altre 20 destinazioni italiane hanno la certificazione
Seconda destinazione in Friuli Venezia Giulia dopo Tarvisio e tra le sole 21 in Italia a essere certificate Gstc, Sauris-Zahre vede, così, riconosciuto ufficialmente il percorso strategico che ha intrapreso dal 2024. Il procedimento per ottenere la certificazione è rigoroso e trasparente: il Gstc, infatti, non certifica direttamente le aziende o le destinazioni, ma accredita enti terzi che lo facciano – nel caso di Sauris, l’ente certificatore è il padovano Vireo –, sulla base di criteri ben definiti che premiano una sostenibilità intesa a tutto tondo. Quattro, infatti, sono i pilastri fondamentali oggetto della valutazione: la gestione sostenibile (governance e pianificazione), l’impatto socio-economico (benefici per le comunità locali), la tutela del patrimonio culturale e l’impatto ambientale (riduzione emissioni, risorse, biodiversità). A portare avanti il lungo processo certificatorio è stata la Rete d’Imprese Sauris-Zahre, grazie ai fondi del Bando Montagna Italia emanato dal Ministero del Turismo, di cui il piccolo borgo carnico è risultato tra i 16 beneficiari, su oltre 280 candidati.
Un turismo di cui veramente beneficiano i cittadini del borgo
In un momento in cui il turismo di massa mostra sempre più le sue criticità, Sauris-Zahre si dimostra come un modello innovativo, virtuoso e replicabile, che investe nella valorizzazione della natura a 360 gradi, non solo per preservare il patrimonio paesaggistico e naturale, ma per migliorare la qualità della vita di residenti e visitatori, in un’ottica di sviluppo sostenibile, consapevole e autenticamente umano, nel rispetto della cultura del luogo e dei suoi valori. Il Best Tourism Village, nel 2022, e la certificazione Gstc, oggi, permettono a Sauris-Zahre di beneficiare di un importante ritorno di visibilità internazionale. Il borgo può continuare, così, ad attirare turismo di qualità e in grado di apprezzare le sue specificità con un impatto che si riflette su tutta la comunità saurana, che nel tempo ha voluto mantenere viva la propria identità, prima ancora che l’autenticità diventasse un elemento di richiamo nel settore turistico. La certificazione Gstc, infatti, garantisce alla destinazione credibilità e visibilità sul mercato internazionale, assicurandole la fiducia dei viaggiatori più attenti e aprendole l’accesso al segmento crescente del turismo sostenibile. Il riconoscimento è, però, anche un supporto alle destinazioni certificate, che possono ottenere strumenti a sostegno del miglioramento della propria gestione interna (ambientale, sociale, economica).
Un piccolo gioiello di natura e storia
390 abitanti, sparsi tra le frazioni Sauris di Sopra, Sauris di Sotto e Lateis e le località di Velt e La Maina fanno di Sauris-Zahre la più piccola destinazione certificata Gstc in Italia. Il borgo – fondato a metà del 1200 dai primi abitanti giunti probabilmente dalle valli al confine tra la Carinzia e il Tirolo – è caratterizzato per oltre sette secoli di vita in equilibrio con l’ambiente alpino, che rimane ancora oggi la sua risorsa più preziosa. Un panorama montano autentico, un cielo che è certificato da Astronomitaly tra i più belli d’Italia e un lago le cui origini artificiali, risalenti dallo sbarramento del torrente Lumiei negli anni Quaranta per la costruzione dell’impianto idroelettrico, non tolgono nulla al suo fascino: sono solo alcuni tra gli elementi più caratteristici del paesaggio che si integra con una cultura unica, frutto della sintesi di quelle tedesca e carnica, che ha dato vita a peculiarità come la lingua saurana, derivazione di un antico dialetto tedesco le cui origini si perdono nella storia, e rituali come il Carnevale tradizionale, riportato in vita dagli anni Novanta e tutt’oggi molto partecipato.
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