Lazio

da domani targa e casco obbligatori

Roma volta pagina sulla micromobilità. Da domani, domenica 17 maggio, per i monopattini elettrici inizia ufficialmente una nuova era fatta di obblighi, controlli e sanzioni.

Le nuove disposizioni del Codice della Strada entrano nel vivo e nella Capitale — dove il monopattino è ormai parte integrante del traffico urbano — si respira già un clima da conto alla rovescia.

Gli uffici della Motorizzazione Civile sono sotto pressione da giorni. Privati cittadini, società di sharing e operatori del settore stanno tentando di mettersi in regola prima dello scatto delle nuove norme, mentre gli appuntamenti disponibili si riducono e le richieste aumentano.

La rivoluzione della micromobilità, almeno nelle sue prime ore, rischia di trasformarsi in una corsa contro il tempo.

Il cambiamento più visibile riguarda l’obbligo del casco, ormai esteso a tutti gli utenti senza distinzione. Una misura introdotta nei mesi scorsi ma che da ora diventa centrale nel nuovo assetto della mobilità urbana.

Per chi utilizza i mezzi in sharing, però, il problema è soprattutto pratico: le società di noleggio non sono obbligate a fornire il casco e i monopattini non dispongono di vani dove riporlo.

Così, nel centro di Roma, sempre più persone si muovono con il casco agganciato allo zaino o portato a mano, pronte a indossarlo prima di partire per evitare multe che possono arrivare fino a 250 euro.

Ma il vero nodo delle ultime ore è il contrassegno identificativo, la “mini-targa” destinata a diventare il simbolo della nuova stagione dei monopattini.

Gli operatori dello sharing stanno lavorando senza sosta per applicare i bollini ai mezzi delle flotte romane, che complessivamente superano le 13 mila unità. Un’operazione complessa, rallentata però dalla macchina burocratica.

Molte richieste presentate mesi fa risultano ancora ferme negli uffici della Motorizzazione, sommersa dalle domande provenienti da tutta Italia.

Il rischio concreto è che diversi cittadini, pur avendo acquistato regolarmente il proprio monopattino, siano costretti a lasciarlo fermo per settimane in attesa della documentazione necessaria per circolare.

Non a caso, anche il Portale dell’Automobilista è intervenuto pubblicamente per rassicurare gli utenti, spiegando che gli uffici stanno ampliando il numero di appuntamenti disponibili nel tentativo di smaltire le pratiche arretrate e ridurre i tempi di attesa.

Nel frattempo, sulle strade della Capitale potrebbero continuare a vedersi mezzi sharing temporaneamente inattivi o ancora privi del contrassegno definitivo. Un cortocircuito tra innovazione e burocrazia che fotografa perfettamente la difficoltà di adattare le regole ai tempi della mobilità moderna.

Sul fronte assicurativo arriva invece una tregua. L’obbligo della polizza RC, inizialmente previsto insieme alle altre novità, slitta al 16 luglio. Alla base della proroga ci sarebbero problemi tecnici e informatici che hanno rallentato l’adeguamento delle compagnie assicurative ai nuovi sistemi richiesti dalla normativa.

Fino a quella data sarà ancora possibile circolare senza copertura obbligatoria, anche se chi vorrà potrà già sottoscriverla volontariamente.

Restano invece pienamente operative tutte le altre prescrizioni sulla sicurezza. I monopattini non potranno superare i 20 chilometri orari, limite che scende a 6 nelle aree pedonali.

Obbligatori anche frecce direzionali, luci funzionanti, freni efficienti e segnalatore acustico. Nelle ore notturne o in condizioni di scarsa visibilità sarà necessario indossare giubbotti o bretelle retroriflettenti.

Confermati inoltre i divieti già previsti: niente passeggeri, niente trasporto di oggetti ingombranti o animali e assoluto divieto di traino da parte di altri veicoli.

Per Roma si apre così una fase completamente nuova. Da una parte la promessa di maggiore sicurezza e ordine sulle strade, dall’altra il rischio di rallentare una forma di mobilità che negli ultimi anni aveva conquistato migliaia di utenti grazie alla sua immediatezza.

La sensazione è che la Capitale stia vivendo il suo “anno zero” per i monopattini: meno spontaneità, più regole e una città chiamata ancora una volta a trovare un equilibrio tra innovazione e gestione del caos urbano.

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