Sir Sicoma Monini, Sirci dopo Varsavia: «Perugia si conferma al top». Lorenzetti: «Noi al Mondiale, sono felice»

di Carlo Forciniti
Missione compiuta. Almeno per quanto riguarda la prima parte della Final Four. La Sir Sicoma Monini stacca il pass per la finale superando Varsavia con un 3-0 specchio fedele di quanto visto in campo.
Per Perugia è solo un primo passo. Appagante, certo. Ma mai come lo sarebbe sollevare al cielo dell’Inalpi Arena la seconda Champions League di fila. Tra i bianconeri traspare grande soddisfazione per la vittoria sui polacchi. Ma la due giorni di Torino può dire ancora tanto.
Sirci «Siamo stati compatti e concentrati fin dall’inizio – racconta il presidente Sirci – Abbiamo fatto una grande partita. Hanno funzionato bene un po’ tutti i fondamentali. Sono davvero molto soddisfatto. Così come mi è piaciuta la reazione finale. La squadra ha reagito e ha dimostrato una volta di più che Perugia è Perugia. Stiamo avendo grande continuità e questa è una grande cosa».
Colaci «Ci aspettavamo una partita complicata, lunga, perché Varsavia in stagione ha giocato tantissimi tie-break e quindi significa che è in grado di restare sempre in partita. La chiave è stato il nostro side-out soprattutto nei primi due set perché sui loro battitori migliori siamo stati bravi in ricezione e un po’ in generale nella distribuzione di Simone e nella scelta dei colpi dei nostri attaccanti – puntualizza Colaci -. Nel terzo set abbiamo peccato in qualcosina però ci siamo rimessi subito in careggiata, Plotnytskyi alla fine ci ha dato una grossa mano con due battute importantissime». Perugia ha ora la possibilità di scrivere un’altra pagina di storia vincendo la seconda Champions di fila ma non solo, perché potrebbe fare il Grande Slam: scudetto, Champions e Mondiale nella stessa annata. Al netto della sua grande esperienza, Colaci sa che vivrà delle ore e delle emozioni particolari. «Sereno sereno a letto non vado mai, un po’ di tensione c’è anche a 41 anni, è quella che un po’ ti rende vivo. Alltrimenti avrei lasciato tanti anni fa. Ho ancora quella voglia ancora di raggiungere traguardi importanti, di lottare. In finale ci sarà da soffrire, indipendentemente dall’avversario sarà una partita di alto livello. Dovremo fare ancora di più rispetto a quanto abbiamo fatto in semifinale».
Lorenzetti coach Lorenzetti allarga lo sguardo al passato e al prossimo futuro. «Sarà una bella finale perché è l’ultima che giocherà questo gruppo. A Perugia c’è un’ossatura da 4 anni, tre con me, uno con Anastasi. Sono state fatte tante cose in questo periodo. E soprattutto sono stati quattro anni in cui i ragazzi sono andati sempre in crescendo. Sono stati costantemente presenti. Inoltre, la qualificazione alla finale di Champions League regala a Perugia la possibilità di essere ancora al campionato del mondo. Un traguardo che mi rende fiero perché era il primo obiettivo che volevamo raggiungere. Alleno una squadra di persone nobili». Il coach si sofferma poi su quanto accaduto in semifinale. «Mi è piaciuto come siamo riusciti a rompere subito il ghiaccio nel primo set. Abbiamo giocato con tranquillità». E ora? «Sognare ci sta ma bisogna aggiungere delle azioni, e l’azione non è il vincere ma è il voler essere protagonisti, il voler vivere la finale da lottatori. Poi, che vinca il migliore».
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