Marche

cori e striscioni per contestare la scelta dei Comuni

MACERATA «Montefano è forte e lotterà, la discarica non si farà». Un corteo di oltre 150 persone avanza in corso della Repubblica, per raggiungere la sede della Provincia, dove, alle 18 di ieri, era in programma la riunione dell’Ata, convocata per votare sulla nuova graduatoria dei siti che dovranno accogliere la discarica provinciale. Cori, striscioni, cartelli di protesta, fischi.

 

Le critiche

«Oggi siamo tanti, domani saremo ancora di più», si alza un altro coro. «Il territorio di Montefano è sano e non ha bisogno di una discarica – dice Enrico Filipponi, in testa al corteo –. È stata fatta un’operazione meschina e arrogante, perché a Macerata ci sono le elezioni e Parcaroli può restare con la testa libera dall’immondizia, anche se produce, con Civitanova, il 50% dei rifiuti della provincia. Le istituzioni non sono fatte per castigare i cittadini, ma per governare in modo trasparente».

I cittadini, di Montefano, ma anche di Loro Piceno e Pollenza, si avvicinano in massa al portone per provare a entrare nella sala consiliare. Niente da fare: le forze dell’ordine sbarrano il passaggio, si alzano fischi e urla contro la decisione. Poi, si opta per far entrare una delegazione di 50 persone, che subito affolla le sedie della sala consiliare, mentre corso della Repubblica resta presidiato da oltre cento persone, che continuano a esprimere il proprio dissenso.

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La contrarietà è scandita dai cori, soprattutto man mano che entrano i sindaci, alcuni dei quali sommersi da fischi e da urla “buffoni” e “vergogna”. Il clima, nonostante il cielo grigio, è rovente. Tra la folla c’è anche Luisa, la moglie del proprietario di uno dei due terreni individuati come sito per la discarica di Montefano, che riesce a entrare nel gruppo dei 50 che stanno salendo e, subito, si rivolge al presidente, Alessandro Gentilucci: «Abbiamo scoperto tre giorni fa che vogliono fare la discarica sul nostro terreno. È normale? Non credo». Qualcuno, intanto, si organizza per fare una diretta social, così da far partecipare anche gli esclusi dalla sala.

Il sindaco di Montefano: «Grave intrusione»

Nei corridoi della Provincia c’è il vicesindaco di Montefano, Mirco Monina: «Siamo a fianco dei cittadini – dice – perché crediamo di aver subito una grave intrusione, con l’inversione della graduatoria dei siti, sconvolta da logiche di maggioranza inaccettabili. Lotteremo contro un’ingiustizia che viene da una maggioranza che ha sempre rinviato, per poi arrivare a una decisione fallimentare. I prossimi passi saranno, di sicuro, ricorsi al Tar, perché non sono queste le modalità da mettere in atto». Ogni tanto la folla scoppia in fragorosi applausi, proprio quando intercetta, dai cellulari, l’audio degli interventi di Monina. Tra i tanti cittadini ci sono Mario Morgoni, Andrea Perticarari, Romano Carancini, Leonardo Catena e Angelo Sciapichetti, che commenta: «C’è una numerosa partecipazione, perché i cittadini si sono sentiti traditi da un provvedimento che penalizza i Comuni di centrosinistra, con lo stravolgimento dei siti individuati dall’Università Politecnica. La colpa sta tutta in capo a Sandro Parcaroli che, per 4 anni da presidente della Provincia e 6 da sindaco di Macerata, non è stato capace di trovare una soluzione e ha pensato di trovarla a 15 giorni dalle elezioni».




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