Umbria

Accusato di aver picchiato giocatore, Mister Calzoni non ci sta: “I video mi danno ragione: ora querelo”


Leonardo Calzoni è un allenatore di calcio che da oltre 30 anni gestisce squadre giovanili e formazioni che militano nei campionati regionali. Tra successi e sconfitte ha sempre celebrato nel migliore dei modi il gioco del calcio, anche se tra i dilettanti. Ma nella finale di campionato di Promozione (Girone B), dove si giocavano la salvezza il suo Piegaro contro i ternani della Sangemini, è stato protagonista di un finale che è finito sulla cronaca regionale per il parapiglia conclusivo con tanto di gara sospesa. Giorni dopo, il referto dell’arbitro ha nettamente peggiorato la situazione di mister Calzoni, accusato di “aver colpito un calciatore avversario con vari pugni alla testa e al volto, provocandone il trasporto in ospedale”. Un’accusa gravissima che la Federazione ha poi tradotto in una squalifica fino al 2026. Ma non è tanto la squalifica sportiva quanto l’immagine di tecnico che rischia di subire una macchia indelebile da espulsione definitiva.

Ma, dopo giorni di riflessione e la visione di alcuni video, il tecnico ha deciso di parlare, di prendersi le proprie responsabilità ma allo stesso tempo – con le prove accumulate – di difendersi da accuse ingiuste come quelle scritte dall’arbitro nel referto. “Preliminarmente – ha affermato Calzoni – mi voglio doverosamente e sinceramente scusare per quanto accaduto nel finale della partita di domenica, personalmente e a nome della
squadra che alleno”. L’allenatore ammette di essersi lasciato coinvolgere dalla tensione del momento, ma nega categoricamente qualsiasi comportamento violento: “Domenica, al termine di una stagione sofferta e intensa, per qualche attimo mi sono fatto travolgere dalla situazione concitata, ma mai avrei potuto assumere i comportamenti gravi e violenti descritti nel referto”.

E ancora: “Non posso accettare una ricostruzione dei fatti così come refertata dall’arbitro, in palese e clamorosa distonia con le immagini video della partita, facilmente accessibili a chiunque”. Calzoni mette sul tavolo della vicenda sportiva le prove della sua azione non violenta: “Le immagini dimostrano chiaramente che non ho colpito alcun giocatore avversario con pugni alla testa o al volto, né tantomeno che un calciatore sia stato trasportato in ospedale a causa della mia condotta”.

Forte di questo dossier che ha raccolto e delle testimonianze a favore, ha ribadito che intende tutelare la sua immagine come uomo e come allenatore: “La lunga e ingiusta squalifica sarà inevitabilmente oggetto di ricorso presso gli organi federali competenti”. Sul fronte del danno subito, Calzoni ha dato mandato al suo legale di valutare qualsiasi ipotesi volta a tutelarlo: “Mi riservo, dopo essermi consultato con il mio legale, di agire nelle sedi giudiziarie
competenti per tutelare la mia professionalità e la mia immagine”.


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