Borse Ue e Wall Street in rosso su timori inflazione, Milano -2%

Tra la ‘bolla’ tech legata all’AI, incertezze geopolitiche, lo stallo dei colloqui tra Usa e Iran e la crisi dello stretto di Hormuz che prosegue, ormai i mercati iniziano a scontare uno scenario di rialzo dei tassi da parte di Fed e Bce per frenare sul nascere la spirale inflattiva legata soprattutto ai prezzi energetici. Il risultato è anche un generale rialzo dei rendimenti dei Titolo di Stato in tutta l’Eurozona.
La peggiore della settimana è così la Borsa di Parigi (-2%), seguita da quella di Francoforte (-1,6%) e Madrid (-1,5%). -0,4% per Londra alle prese però con la crisi di governo dalle conseguenze ancora difficili da prevedere.
Stringendo lo sguardo sui singoli titoli del Ftse Mib, registrano forti rialzi settimanali DiaSorin (+11,5%), Saipem (+8,2%) ed St (+7,8%). All’opposto perdono quota Nexi (-11,2%), Moncler (-8,8%) e Leonardo (-7,8%).
Wall Street giù dopo i record, le vendite sul tech zavorrano il Nasdaq
Dopo i record degli ultimi giorni, si muovono in deciso calo gli indici a Wall Street. A pesare, le perdite dei titoli tecnologici e l’aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitense, dopo la conclusione del vertice tra il presidente Donald Trump e l’omologo cinese, Xi Jinping, che ha lasciato gli operatori preoccupati per la mancanza di importanti progressi politici e commerciali. In particolare, sul Nasdaq-100 pesano le perdite di Intel, Advanced Micro Devices e Micron Technology. In calo anche Nvidia Corp e Cerebras Systems, dopo il +60% della vigilia al debutto. «Il settore ha subito un andamento estremamente insostenibile nelle ultime settimane e rimane vulnerabile alle prese di profitto, a prescindere dalle notizie», ha scritto Adam Crisafulli di Vital Knowledge. In controtendenza Microsoft Corp, dopo che Bill Ackman ha dichiarato su X che Pershing Square ha aperto una posizione nel titolo. I rendimenti dei titoli del Tesoro sono aumentati, esercitando pressione sui titoli azionari, con il tasso trentennale che ha superato il 5,1%, ai massimi da quasi un anno. Una serie di report pubblicati questa settimana ha mostrato che l’inflazione sta riprendendo slancio, a causa degli elevati prezzi del petrolio, dovuti al conflitto in Medio Oriente.
Il mercato azionario statunitense è sceso dai suoi record e si è unito a un calo mondiale delle azioni dopo che l’aumento dei prezzi del petrolio ha fatto rabbrividire il mercato obbligazionario.
L’indice S&P 500 è sceso dell’1,07% rispetto al massimo storico. Il Dow Jones Industrial Average è sceso dell’1,25% e il Nasdaq Composite è sceso dell’1,54% rispetto al suo stesso record. I titoli tecnologici hanno g
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