Nuovo direttore al parco di Tepilora: Alessandro Caria punta su giovani, turismo e progettazione europea
“Il Parco naturale regionale di Tepilora e la Riserva della Biosfera MaB UNESCO di Tepilora, Rio Posada e Montalbo rappresentano, oggi in Sardegna, una delle esperienze più significative di equilibrio tra tutela ambientale, identità territoriale e sviluppo sostenibile. Nei prossimi anni sarà fondamentale rafforzare questo percorso, consolidando il ruolo del Parco come strumento concreto di crescita per le comunità locali e come laboratorio permanente di innovazione territoriale”. Lo ha dichiarato il nuovo direttore dell’area protetta, Alessandro Caria, in occasione del suo insediamento e del passaggio di consegne avvenuto a Bitti con Marianna Mossa, trasferitasi da qualche mese alla guida delle attività del Parco del Molentargius. La nomina di Caria è arrivata al termine di una selezione pubblica ed è stata successivamente formalizzata dal presidente del Parco, Martino Sanna. Davanti a lui si prospetta ora una fitta agenda di progetti da concludere, consolidare, programmare e sviluppare nei prossimi cinque anni. “L’obiettivo – ha proseguito il direttore – è costruire un modelo capace di generare opportunità socioeconomiche diffuse, valorizzando le risorse ambientali, culturali e produttive del territorio attraverso una visione integrata e di lungo periodo. Il Parco, appunto, deve diventare sempre più un luogo in cui tutela e sviluppo dialogano, creando valore per chi vive, lavora e investe nelle aree interne”.
TUTELA AMBIENTALE, RISORSE EUROPEE E IL RUOLO DI HUB TERRITORIALE – Tra le principali priorità programmatiche indicate da Caria vi è la trasformazione del Parco in un vero e proprio hub territoriale dedicato alla progettazione, alla cooperazione e all’attrazione di risorse. Una struttura capace di accompagnare Comuni, imprese, associazioni e comunità locali nella costruzione di progetti innovativi e sostenibili. Sarà fondamentale, in questo senso, rafforzare la capacità del territorio di intercettare programmi e bandi regionali, nazionali ed europei, stringendo reti e partenariati stabili con università, centri di ricerca, istituzioni e altri territori. Il neo direttore ha inoltre evidenziato come una particolare attenzione sarà dedicata alla creazione di nuove opportunità per le giovani generazioni e per il tessuto economico locale, sostenendo percorsi legati al turismo sostenibile ed esperienziale, alla valorizzazione delle produzioni identitarie, all’educazione ambientale, alla mobilità lenta e alla fruizione consapevole del patrimonio naturalistico e culturale. L’insieme di queste azioni punta a migliorare la qualità della vita, contrastando così lo spopolamento e favorendo la permanenza dei giovani nelle zone interne.
LA CONSULTA DEI GIOVANI E L’AMPLIAMENTO DEI SERVIZI ESCURSIONISTICI – Proprio sul coinvolgimento delle nuove generazioni, all’interno della Riserva della Biosfera, è stata istituita di recente la Consulta dei giovani, che si insedierà formalmente a fine mese. Saranno oltre venti i ragazzi, in rappresentanza delle diverse comunità dell’area MaB, chiamati a confrontarsi su idee e proposte da sottoporre al Comitato di gestione della Riserva. “È, inoltre, particolarmente importante – ha osservato il direttore – consolidare il posizionamento della Riserva della Biosfera all’interno delle reti nazionali e internazionali, valorizzando il riconoscimento UNESCO come leva strategica per la promozione territoriale, la cooperazione e la sperimentazione di modelli innovativi di sviluppo sostenibile”. Tra i prossimi passi operativi figurano la valorizzazione dei beni pubblici interni al Parco e la riorganizzazione del settore escursionistico, potenziando i servizi di accompagnamento e di assistenza ai visitatori attraverso il supporto di guide e figure formate. “I tanti progetti che ci attendono – ha concluso Alessandro Caria – si potranno realizzare soltanto attraverso un forte lavoro di squadra e una governance partecipata, fondata sul dialogo costante con le amministrazioni locali, le comunità, il mondo associativo e gli operatori economici. La crescita del Parco dovrà essere sempre più il risultato di una visione condivisa e di una progettazione costruita insieme al territorio”.
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