perché è importante fare attenzione fino a giugno
L’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) ha confermato undici casi di contagio da hantavirus in Europa, di cui otto sono stati ufficialmente validati, due sono ritenuti probabili e uno rimane non conclusivo. Non sono stati registrati nuovi contagi né decessi nell’ultima settimana, un dato che include anche le tre vittime colpite dal virus. Secondo l’Ecdc, il rischio per la popolazione europea rimane “molto basso”, grazie alla natura limitata della trasmissione del virus.
L’origine di questi contagi è stata identificata in un focolaio a bordo della nave da crociera Hondius, con tutti e undici i casi riconducibili ai passeggeri di questo viaggio. Questo aspetto suggerisce una bassa contagiosità dell’hantavirus, noto da anni, che richiede un contatto prolungato per manifestarsi, come dimostrato dal lungo soggiorno in crociera, durato oltre un mese.
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Per comprendere meglio il quadro, è fondamentale esaminare le tempistiche e i dettagli della crociera che ha scatenato l’allerta. Il primo caso risale al 6 aprile, quando un cittadino olandese di 70 anni ha iniziato a mostrare sintomi di malessere, tra cui febbre e mal di testa. Solo cinque giorni dopo, il 11 aprile, l’uomo ha subito un peggioramento delle condizioni respiratorie, culminato nella sua morte a bordo della nave. Inizialmente, non è stata immediatamente identificata la causa del decesso.
Il corpo del paziente è stato sbarcato il 24 aprile sull’isola di Sant’Elena, insieme alla moglie e ad altri passeggeri. Il giorno successivo, la donna ha mostrato segni di malessere e ha preso un volo per il Sudafrica, dove è deceduta il 26 aprile, collassando in aeroporto. Queste date sono cruciali e devono essere incrociate con i tempi di incubazione del virus, che possono estendersi fino a sei settimane (42 giorni).
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha avvertito sin dai primi giorni dell’emergenza che, nonostante la bassa contagiosità, ci si aspetta la comparsa di ulteriori casi, in particolare tra i passeggeri della crociera e i loro contatti. In questo contesto, le date da monitorare sono quelle tra fine maggio e inizio giugno, periodo in cui potrebbero manifestarsi nuovi sintomi.
Un caso emblematico è quello di un turista britannico che ha viaggiato sullo stesso volo della donna deceduta. Questa persona è attualmente in isolamento a Milano e, sulla base dei 42 giorni di quarantena, rimarrà sotto osservazione fino al 6 giugno. Questo esempio evidenzia l’importanza di monitorare i contatti diretti e indiretti per prevenire ulteriori focolai.
L’epidemiologo Gianni Rezza ha sottolineato l’importanza di mantenere un alto livello di allerta almeno per i prossimi 20-25 giorni. “Se i casi confermati sono tutti legati alla nave da crociera, la spiegazione del contagio è piuttosto semplice, dato che sulla nave si vive a stretto contatto. Tuttavia, non possiamo escludere altre infezioni, specialmente in relazione al volo da Sant’Elena a Johannesburg. Dopo un periodo di attesa, fino alla fine di maggio, sarà possibile avere un quadro più chiaro, considerato il lungo tempo di incubazione di questo virus”, ha dichiarato Rezza.
In sintesi, la situazione attuale relativa all’hantavirus in Europa sta mostrando segni di stabilità, ma è necessario mantenere alta l’attenzione, soprattutto nei prossimi giorni, per monitorare eventuali sviluppi e garantire la sicurezza dei viaggiatori e della popolazione. La continua sorveglianza e la comunicazione tra le autorità sanitarie saranno fondamentali per affrontare questa emergenza in modo efficace.
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