Alta Langa Docg, vale 250 milioni la denominazione con 3.500.000 bottiglie – Vino
Ha numeri tutti in crescita l’Alta
Langa Docg. Le giovane denominazione delle bollicine piemontesi,
con oltre 100 cantine produttrici associate al Consorzio, ha
raggiunto un valore stimato in 250 milioni di euro. E dopo aver
presentato a Vinitaly 2026 la mappa geologica del distretto
produttivo con 500 ettari di vigneto tra le province di
Alessandria, Asti e Cuneo coltivato per due terzi a Pinot nero e
per un terzo con uve Chardonnay, ha catturato l’attenzione
della Capitale, lunedì scorso, con “Alta Langa Roma”, a Palazzo
Brancaccio, e nei giorni precedenti in dieci locali della
Capitale.
Oltre 700 gli ospiti accreditati, 115 cuvée in degustazione
suddivise tra vini bianchi, rosati e Riserva, nella tipologia
brut e pas dosé, 47 produttori presenti, tre masterclass sold
out guidate da Marco Reitano, sommelier del ristorante La
Pergola (Tre Stelle Michelin), nell’appuntamento organizzato a
Roma per il terzo anno consecutivo dal Consorzio Alta Langa e
rivolto al mondo dell’Horeca.
Un lungo affinamento caratterizza le alte bollicine
piemontesi che contano 3.500.000 bottiglie potenziali prodotte
con la vendemmia 2025 che andranno in commercio non prima
dell’autunno 2028. Molto amate dagli enoppassionati della
Penisola l’Alta Langa Docg approda nell’85% dei casi nel mercato
interno, mentre è del 15% la quota export con Usa, Giappone,
Norvegia, Svezia, Svizzera i mercati di sbocco più forti. “Oltre
al grande afflusso di operatori – commenta il presidente del
Consorzio Alta Langa Giovanni Minetti -, in questa edizione di
Alta Langa Roma abbiamo raggiunto un numero importante di
aziende partecipanti con l’orgoglio di presentare al pubblico di
esperti e professionisti la propria interpretazione di un
prodotto di alta qualità che sta ricevendo sempre più attenzione
e apprezzamenti. Il risultato di giornate come queste rafforza
la nostra intenzione di consolidare l’appuntamento di Roma come
evento promozionale consortile fisso e ricorrente, come momento
di confronto con gli operatori e il pubblico professionale e
come un’occasione unica per presentare le annate attualmente in
commercio di Alta Langa Docg e le caratteristiche di un
territorio di origine unico e straordinario”.
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