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il cambio di nome per le sanzioni

Da Marco Rubio a “Marco Lubio”: la Cina aggira le sue stesse sanzioni per far entrare il segretario di Stato Usa nel Paese

Da Rubio a Lubio. Cambia una consonante ed ecco l’escamotage pensato da Pechino per permettere al segretario di Stato Usa di partecipare alla visita di tre giorni di Donald Trump nel Paese. Alla vigilia del viaggio si è sfiorato l’incidente diplomatico perché a Marco Rubio sarebbe impedito l’ingresso in Cina a causa di alcune sanzioni nei suoi confronti imposte proprio dal governo di Xi Jinping. Al politico di origine cubana, grazie a questo cambio di cognome in corsa, sarà però garantito l’accesso.

Già alla vigilia del viaggio di Trump, la Cina aveva dichiarato che non avrebbe impedito a Rubio di entrare nel Paese a bordo dell’Air Force One: “Le sanzioni prendono di mira le parole e le azioni del signor Rubio quando ricopriva la carica di senatore degli Stati Uniti in merito alla Cina”, ha spiegato il portavoce dell’ambasciata cinese Liu Pengyu. Nel 2020, l’attuale segretario di Stato aveva difeso con forza i diritti umani della minoranza musulmana degli Uiguri, una popolazione che la Cina trattiene, pur negando, in campi di lavoro forzato. Per questo, oltre a sostenere l’indipendenza di Hong Kong, era stato l’autore principale della legge che aveva imposto a Pechino dure sanzioni economiche. Nell’udienza al Congresso quando era senatore aveva definito la Cina un avversario senza precedenti per poi cambiare opinione una volta arrivato alla Casa Bianca. Rubio ha lentamente tralasciato i diritti umani per concentrarsi sulla costruzione di relazioni commerciali. Unica sbavatura agli occhi di Pechino in questo nuovo atteggiamento più favorevole al governo cinese, è stato quando l’anno scorso Rubio ha garantito al popolo di Taiwan che l’amministrazione Trump non avrebbe mai barattato la libertà dell’isola democratica in cambio di un accordo commerciale.

In realtà, la Cina aveva già trovato una soluzione diplomatica da un anno, ovvero quando Rubio si era insediato come braccio destro di Trump alla Casa Bianca. Poco prima che entrasse in carica nel gennaio 2025, il governo cinese e i media ufficiali hanno iniziato infatti a traslitterare la prima sillaba del suo cognome con il carattere cinese “Lu”. Due diplomatici hanno spiegato che questo cambiamento era stato un modo rapido per la Cina di evitare di applicare le proprie sanzioni. Non è comunque così insolito che a Pechino i nomi occidentali vengano traslitterati, spesso per comodità di pronuncia. Anche Trump, non per le sanzioni in questo caso, ha due nomi in Cina: il governo e i media spesso lo chiamano Telangpu o Chuanpu.


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