Basilicata

UNICAL VOICE – “Cutro, 94… and more”, contro il naufragio della memoria.

A fine febbraio 2023, sulla costa crotonese, una violenta burrasca causa il naufragio di un’imbarcazione proveniente dalla Turchia; “Cutro, 94 and more” è un docufilm che racconta la tragedia ed è un inno alla memoria.


É la notte tra il 25 e il 26 Febbraio 2023 e sulla costa crotonese, in località Steccato di Cutro, una violenta burrasca causa il naufragio di un’imbarcazione profuga proveniente dalla Turchia. A bordo 180 persone, tra adulti e bambini. In 94 perdono la vita dopo una lunga lotta contro il mare, che ora dopo ora ne restituisce i corpi come un corriere silenzioso.

Un caso di cronaca che scuote la Calabria e cambia per sempre il modo di guardare al fenomeno della migrazione. Di quelle ore tragiche, c’è chi ne propone un racconto autentico, ponendo l’attenzione sull’esperienza delle vittime. Cutro, 94…and more è il docufilm nato da un’idea del giornalista Vincenzo Montalcini, curato dalla regia di Angelo Resta e prodotto da AR Films. In un’intervista Unical Voice, Montalcini spiega com’è nata l’opera a partire dalle dirette sul posto per Crotonenews: «C’era la necessità di raccontare questa storia senza distorsione dalla realtà, con materiali sporchi, diretti, anche video girati sul telefono; l’urgenza era di avvertire il mondo di quello che stava succedendo, con mezzi di fortuna».

TRAGEDIA DI CUTRO, UN DOCUFILM CHE RIEVOCA LA MEMORIA

Da lì, il libro “Quale Umanità?” fino alla ricostruzione del caso nel documentario. Fondamentale è stato l’interesse di Amnesty International che ha riconosciuto nell’opera un’importanza sociale internazionale, nonostante il poco budget. La proiezione, prevista il 13 Maggio alle 15:00 presso il Cinema Campus dell’Università della Calabria, è promossa dai docenti di Studi Umanistici, Emanuele Fadda e Carlo Fanelli. Saranno presenti anche il Rettore Gianluigi Greco e il Direttore DISU Raffaele Perrelli. Come ospiti Montalcini, Resta, l’attore Francesco Pupa e il giornalista Bruno Palermo. «L’Unical per noi è una platea importantissima, perché il film si rivolge soprattutto agli studenti» — dichiara Montalcini— «è a loro che dobbiamo offrire strumenti di riflessione critica affinché ciò che è successo non riaccada, e possano rimediare alla bugia della nostra generazione».

Quella degli autori è una promessa verso i bambini rinvenuti sulla spiaggia, i loro familiari, i superstiti, i morti. A loro va quel rispetto, quella dignità e quel calore umano che forse non avranno mai indietro. Ricordare, diventa un impegno: «Se la memoria rimane fine a sé stessa, solo pianto, non produce nulla; se invece si fa impegno collettivo, allora quelle persone non rimarranno delle sigle catalogate, ma rivivranno tutti i loro sogni, vite e aspettative. Vogliamo ridare loro un volto, e anche se non ci sono più, ciò è possibile». L’invito è di partecipare all’evento, cogliendo un’occasione per riflettere, e un momento per ripensare i nostri ruoli rispetto a quello che accade intorno a noi.


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