tumori, la rivoluzione è donna. Oggi il convegno alla Domus Stella Maris di Ancona
ANCONA Non più soltanto la malattia da combattere, ma una vita da proteggere dentro e oltre le cure. La nuova oncologia guarda oggi a diagnosi precoce, ricerche molecolari, genetica, terapie personalizzate e qualità della vita. È questa la nuova grammatica dei tumori femminili, al centro dell’11ª edizione di “Tumori Femminili”, il convegno scientifico in programma questa mattina – e per tutto il pomeriggio – alla Domus Stella Maris di Ancona, sotto la responsabilità scientifica della professoressa Rossana Berardi, direttrice della Clinica Oncologica dell’Aou delle Marche.
Il progresso
«Negli ultimi anni la vera rivoluzione è stata la capacità di integrare diagnosi precoce, genetica e terapie mirate in un approccio sempre più personalizzato», spiega Berardi. La diagnosi precoce resta il primo spartiacque: intercettare le neoplasie in fase iniziale significa aumentare le possibilità di guarigione. Ma oggi, accanto agli screening, pesano di profilazione molecolare e test genetici, che consentono di conoscere le caratteristiche biologiche del tumore e orientare cure più precise. La svolta però, non è solo tecnologica, è culturale. «La paziente non è più considerata solo portatrice di una malattia, ma una persona con bisogni clinici, psicologici, familiari e sociali». La multidisciplinarietà non è una formula da convegno, ma il modo concreto in cui si costruisce la cura. Ad Ancona il modello si appoggia sulla Breast Unit dell’Aou Marche, sul gruppo per le neoplasie ginecologiche e sul Centro regionale di Genetica oncologica “Prof. Riccardo Cellerino”.I progressi sono visibili. Nel carcinoma mammario, screening e nuove terapie hanno aumentato guarigioni e sopravvivenza anche nelle forme avanzate. Nel tumore della cervice uterina, vaccinazione contro l’Hpv e screening stanno modificando la storia naturale della malattia, fino a rendere credibile una drastica riduzione dei casi. Più complesso resta il tumore ovarico, spesso diagnosticato in fase avanzata; ma gli inibitori di Parp e selezione molecolare hanno aperto nuove possibilità.
Il meeting
«Medicina personalizzata significa non curare più solo “un” tumore, ma le sue caratteristiche biologiche», sottolinea Berardi. Farmaci biologici, immunoterapia e anticorpi farmaco-coniugati sono tra le innovazioni più rilevanti: possono aumentare le probabilità di risposta e ridurre gli effetti collaterali, ma richiedono centri specializzati, capaci di leggere dati complessi e trasformarli in decisioni appropriate. C’è poi un’altra frontiera: la qualità della vita. «Non possiamo più parlare di oncologia limitandoci esclusivamente alle terapie farmacologiche». Attività fisica adattata, supporto psicologico, nutrizione, riabilitazione, fertilità, salute sessuale e ritorno al lavoro incidono sul benessere e sull’aderenza ai trattamenti. In questa direzione si inserisce la Pink Room della Clinica Oncologica, spazio dedicato alle pazienti, pensato per affiancare alle cure percorsi di ascolto e sostegno. L’appuntamento, che riunisce specialisti da diversi centri italiani, porta oggi ad Ancona le novità dei congressi internazionali e consolida il ruolo delle Marche nelle reti oncologiche italiane. Tra le presenze la professoressa Domenica Lorusso e la dottoressa Nicla La Verde, che con Berardi condividono il percorso nel direttivo di Women for Oncology.




