Nessuno pagherà i danni subiti dagli operatori

Il consigliere regionale del Pd Antonio Di Marco torna ad attaccare la Regione sui ritardi nel ripristino della viabilità del comprensorio della Maielletta e punta il dito contro l’assenza di risposte per gli operatori economici penalizzati dalla chiusura delle strade di accesso agli impianti sciistici.
«Nel corso della mia interpellanza sui ritardi nel ripristino della viabilità del comprensorio della Maielletta ho posto una domanda semplice e precisa: chi risarcirà gli operatori economici che hanno subito danni enormi per la prolungata chiusura delle strade di accesso agli impianti proprio nei periodi di maggiore afflusso turistico? La risposta della Regione, nei fatti, è stata una sola: nessuno», dichiara Di Marco dopo la discussione in Consiglio regionale.
Secondo il consigliere dem, nessuno si farà carico delle perdite economiche subite da alberghi, rifugi, ristoranti, attività commerciali e lavoratori che vivono grazie alla stagione turistica della montagna.
«Nessuno risponderà dei mancati incassi, delle prenotazioni saltate, delle giornate perse a causa di ritardi, immobilismo e assenza di programmazione. Ed è gravissimo», aggiunge.
Di Marco critica anche le dichiarazioni sul rilancio del comparto montano, sostenendo che la situazione delle infrastrutture non consenta prospettive concrete di sviluppo.
«Eppure gli stessi che oggi fanno finta di niente continuano a parlare di rilancio del comparto montano. Ma quale rilancio? Con strade impraticabili, manutenzione insufficiente e interventi arrivati fuori tempo massimo? La verità è che la Regione ha lasciato sola la Maielletta proprio nel momento più delicato della stagione».
Nel mirino del consigliere regionale anche il Masterplan citato nella risposta del sottosegretario D’Amario.
«Anche il Masterplan richiamato nella risposta del sottosegretario D’Amario è fermo. Paralizzato esattamente come Arap, che dovrebbe garantirne l’attuazione. Un blocco amministrativo e politico che sta rallentando opere, investimenti e prospettive di sviluppo mentre il territorio paga il conto».
Di Marco conclude parlando delle conseguenze economiche e sociali dei ritardi accumulati.
«Non si può utilizzare la montagna come slogan nelle conferenze stampa e poi voltarsi dall’altra parte quando imprese e comunità chiedono risposte vere. Qui non si parla di polemiche astratte, ma di persone che hanno perso lavoro, fatturato e opportunità a causa di inefficienze e ritardi che qualcuno dovrebbe avere il coraggio di assumersi».
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