«Stupra e massacra di botte 15enne»: chiesto giudizio immediato per giovanissimo

di Chiara Fabrizi
Si aggiunge anche l’accusa di violenza sessuale aggravata dell’ormai ex fidanzatina 15enne al già lungo elenco di contestazioni formulate a carico del 18enne arrestato nel dicembre scorso dalla Procura di Spoleto per atti persecutori, lesioni personali, minacce e maltrattamenti di animali.
Per il giovanissimo, che è ristretto ai domiciliari con braccialetto elettronico dal dicembre scorso (misura confermata dal Riesame), nei giorni scorsi il sostituto procuratore Roberta Del Giudice ha chiesto il giudizio immediato, mentre i difensori, gli avvocati Guido Bacino e Samuele Ferocino, puntano al rito abbreviato condizionato all’assunzione di prove testimoniali. Sul crescente numero di fascicoli penali aperti in Umbria a carico di minorenni e giovanissimi è stato nel febbraio scorso direttamente il procuratore generale Sergio Sottani a suonare un campanello d’allarme anche per l’Umbria, parlando di «un’emergenza educativa» e sollecitando una «risposta non solo repressiva: serve – ha detto – un’alleanza tra scuola, servizi sociali e giustizia».
Al centro del fascicolo, su cui hanno indagato i carabinieri di Foligno, ci sono una lunga serie di comportamenti violenti che il giovanissimo avrebbe compiuto ai danni della ragazzina fino alla fine del novembre scorso, quando poi la minorenne, rappresentata dall’avvocato Annalisa Campagnacci, è riuscita a raccontare tutto alla mamma. L’ultima accusa formulata a carico del 18enne, quella di violenza sessuale, è stata contestata dopo l’incidente probatorio della minorenne, che in tribunale ha riferito di come il fidanzato l’avrebbe obbligata per più di un anno ad assecondare con cadenza quotidiana i suoi desideri sessuali, nonostante il diniego esplicito e il disagio manifestato dalla minorenne per quei rapporti.
La 15enne avrebbe poi subito anche una serie di brutali aggressioni: per gli inquirenti, ad esempio, il 18enne sarebbe arrivato a girarle intorno al collo una corda, stringendola fino al punto da farle quasi perdere i sensi per soffocamento. In stato di incoscienza, però, la minorenne sarebbe finita l’estate scorsa dopo che avrebbe incassato un calcio violento. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, comunque, è caduta alla fine dell’autunno scorso, quando la 15enne sarebbe stata colpita al volto e in altre parti del corpo con una serie di pugni, che le sono costati contusioni, ecchimosi e traumi, risultati visibili anche alcuni giorni dopo, quando con la mamma è entrata nella caserma dell’Arma per denunciare tutto.
Quadro allarmante, specie per l’età dell’indagato e della parte offesa, emerge anche dagli episodi che hanno portato alla contestazione di atti persecutori, quindi stalking. Il 18enne è infatti accusato di aver limitato le frequentazioni della ragazzina con familiari e amici, minacciando la stessa minorenne e pure terze persone, arrivando così, per la Procura di Spoleto, a controllarne possessivamente gli spostamenti. L’indagato, infine, deve difendersi anche dall’accusa di maltrattamenti di animali per aver, con crudeltà, calpestato un gatto fino a provocarne la morte: all’animale la 15enne era particolarmente affezionata. In aula davanti al giudice si andrà a giugno.
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