Toscana

“Per la nuova sede della Croce Bianca concesso il diritto di superficie per 30 anni. Ma per lo stadio 90 anni”. L’affondo di Grasso


“Arezzo ha una grande tesoro: il suo volontariato. In ogni ambito, ma soprattutto in quello sanitario. Eppure c’è chi lo sacrifica e lo umilia”, a sostenerlo Giovanni Grasso, capolista di Casa Riformista, lista a sostegno del candidato Vincenzo Ceccarelli che parla di “un caso clamoroso che svela l’ipocrisia della attuale amministrazione, quando si passa delle belle parole (tradite) ai fatti. La maggioranza di centrodestra ha concesso per lo stadio un diritto d’uso e di superficie di 90 anni. Alla Croce Bianca solo di 30. L’associazione di pubblica assistenza degli aretini, fondata nel 1892, con 300 soci volontari che prestano servizio di insostituibile utilità ai cittadini, viene umiliata e danneggiata da una scelta onestamente incomprensibile.”

La vicenda della Croce Bianca

La Croce Bianca ha ceduto ad una società aretina la storica sede di via dell’Anfiteatro per realizzarne una nuova, moderna e funzionale accanto all’ospedale San Donato. Il comune con un bando, ha assegnato un terreno in via Laschi. Per questa sede è prevista una spesa di due milioni di euro, “ma è esclusa la necessità di dover aumentare questa cifra. Una bella sede, che fra meno di trenta anni diventerà di proprietà del Comune. E se la Croce Bianca vorrà restare, dovrà pagare l’affitto al Comune. Per lo stadio si è scelto di dare questo uso per 90 anni”, afferma Grasso.
“Non vi sembra – insiste Grasso – una offesa al buon senso? Non ci siamo. Su questo fronte bisogna cambiare subito passo. Se saremo noi alla guida del Comune, attueremo una autentica rivoluzione nei rapporti con il volontariato. Croce Bianca, Croce Rossa, Misericordia, Calcit, e tutte le realtà del volontariato sono una parte essenziale della sicurezza sociale della città. Il Comune diventerà partner attivo, con il passaggio in questo caso, del diritto d’uso da 30 a 90 anni come per lo stadio.”
Il volontariato aretino è fatto di donne e uomini che ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, garantiscono soccorso, assistenza, vicinanza, sicurezza e umanità concreta ai cittadini.

Le proposte per il volontariato

Grasso propone un piano per il settore del volontariato: un tavolo permanente comunale del volontariato, con Croce Bianca, Croce Rossa, Misericordia, associazioni sanitarie, sociali e di protezione civile, per programmare insieme bisogni, criticità e priorità; un fondo comunale annuale di sostegno alle associazioni, destinato a progetti di sicurezza, mezzi, attrezzature, formazione, manutenzione delle sedi e iniziative rivolte alla cittadinanza; agevolazioni su tributi, canoni e concessioni comunali per le associazioni che svolgono servizi di pubblica utilità, perché chi aiuta la comunità deve essere aiutato dalla comunità; semplificazione burocratica per autorizzazioni, eventi, raccolte fondi e utilizzo di spazi pubblici, perché troppo spesso il volontariato perde energie preziose dietro procedure inutilmente complicate; supporto alla formazione dei volontari, anche attraverso convenzioni con enti qualificati, per rafforzare competenze in primo soccorso, protezione civile, assistenza alla fragilità e sicurezza; un piano comunale per valorizzare i giovani volontari, coinvolgendo scuole, università, società sportive e associazioni, perché il volontariato ha bisogno di futuro e di nuove energie; una mappatura delle sedi e dei bisogni logistici delle associazioni, per capire dove servono interventi, adeguamenti, spazi, parcheggi, accessibilità e collegamenti migliori.
“Il volontariato non può essere trattato come un favore da concedere ogni tanto”, conclude Grasso. “È una colonna portante della nostra città”. 

Il chiarimento di Grasso

Dopo le polemiche che si sono scatenate nei social per la dichiarazione iniziale di Grasso, lui stesso tiene a fare una precisazione: “Lo stadio non si tocca!!! L’investimento sull’Arezzo Calcio e sul nuovo stadio è una scelta importante per la città, per lo sport, per i tifosi e per l’economia del territorio. Per questo va riconosciuto e ringraziato il Presidente Guglielmo Manzo, che ha dimostrato con i fatti di voler investire su Arezzo. Il mio intervento non è mai stato contro lo stadio né contro l’Arezzo Calcio. Il punto è un altro: se riconosciamo 90 anni di diritto di superficie per un progetto strategico come lo stadio, allora dobbiamo avere la stessa visione anche per chi ogni giorno garantisce servizi essenziali alla comunità. Per questo propongo di portare a 90 anni anche la concessione alla Croce Bianca, non per togliere qualcosa a qualcuno, ma per dare più forza, stabilità e futuro al volontariato aretino. Croce Bianca, Croce Rossa, Misericordia e tutte le associazioni non appartengono a una parte politica: appartengono alla città. Lo stadio va avanti. Il volontariato va tutelato. Arezzo deve saper fare entrambe le cose.”

L’intervento del direttivo di Fratelli d’Italia

Il direttivo di Fratelli d’Italia Arezzo attacca Grasso sulle sue dichiarazioni sul diritto di superficie dello stadio in confronto a quello per la nuova sede della Croce Bianca. 

“Letto l’intervento del candidato consigliere Grasso che tira in ballo la durata del diritto di superficie per il futuro stadio in raffronto a quello per la sede della Croce bianca, c’è da rimanere basiti. La questione non è fare il gioco dei numeri dicendo “90 anni allo stadio sono troppi e 30 alla Croce Bianca sono pochi”, perché questo tipo di paragoni, oltre a essere demagogici, dimostrano una grave carenza di come funzionano concessioni e diritti di superficie. Uno stadio è una questione seria, un investimento enorme che va oltre i piani economico-finanziari pluridecennali, riguarda tutta la città oltre che poi avere risvolti nella manutenzione, ordinaria e straordinaria, gestione, servizi, opere pubbliche collegate e infine sostenibilità bancaria. Per questo concessioni da 60, 90 o 99 anni sono assolutamente normali. Se invece si ritiene che 30 anni siano pochi per una sede della Croce Bianca, allora si abbia il coraggio di dirlo argomentandolo anche tecnicamente e non con slogan che per fare rumore in campagna elettorale faccia improprie “invasioni di campo”. Il tema vero è capire quanto investe l’associazione, quali garanzie avrà il Comune e quale ammortamento sarà sostenibile e se il diritto di superficie sarà prolungabile. Ma evidentemente è più facile fare il confronto “stadio cattivo / Croce Bianca buona”, per far parlare di sé invece di approfondire con serietà le questioni. Non basta mettere insieme due numeri a caso per fare amministrazione pubblica. Se Grasso non vuole lo stadio lo dica chiaramente o smetta di speculare sull’argomento. La politica dovrebbe spiegare ai cittadini la differenza tra una concessione sostenibile e una no, astenendosi da sparate propagandistiche non fatte per informare, ma per scatenare ondate emotive negative.”
 

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