Bari, Giacomo Olivieri torna libero. “Attenuate esigenze cautelari”
Il gup di Bari Giuseppe De Salvatore ha disposto la revoca degli arresti domiciliari per Giacomo Olivieri, ex consigliere regionale condannato a 9 anni di reclusione, in abbreviato, per scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione. Per Olivieri è stato disposto l’obbligo di dimora nel Comune di Bari: dovrà presentarsi per due volte al giorno alla polizia giudiziaria e dovrà rimanere in casa dalle 20 alle 6 del giorno successivo.
Il giudice, nell’accogliere l’istanza dei difensori Gaetano e Luca Castellaneta (a cui la Procura aveva dato parere favorevole), ha spiegato come “le esigenze cautelari in relazione al caso concreto” risultano “affievolite”, considerando che Olivieri non ha violato le prescrizioni della sua detenzione domiciliare e ha goduto di vari permessi. Arrestato insieme ad altre 130 persone il 26 febbraio 2024, Olivieri ha trascorso tredici mesi in carcere e da marzo 2025 è ai domiciliari, trascorsi prima in casa del fratello a Parabita (Lecce) e poi a Bari.
Per l’accusa, nel 2019 Olivieri avrebbe raccolto i voti di tre clan di Bari (Parisi, Strisciuglio e Montani) per favorire l’elezione al consiglio comunale di Bari della moglie, Maria Carmen Lorusso, imputata insieme al padre (l’oncologo Vito Lorusso) a dibattimento sempre per scambio elettorale politico-mafioso. Gli arresti furono eseguiti nell’ambito dell’inchiesta Codice interno di Dda e squadra mobile di Bari, che svelarono i presunti legami tra mafia, politica e imprenditoria in città.



