Un master per conservare architettura e paesaggio, Politecnico e Consulta uniscono le forze

La formazione “politecnica” come mezzo in più per la restaurazione e la conservazione dei beni culturali. Licia Mattioli, presidente della Consulta per la Valorizzazione dei Beni artistici e culturali di Torino, e Stefano Corgnati, rettore del Politecnico, hanno firmato nella Sala della caccia del Castello del Valentino il protocollo d’intesa per attivare un nuovo percorso di alta formazione: il Master di secondo livello “Conservazione del Patrimonio Architettonico e Paesaggistico”. Il bando di partecipazione sarà pubblicato a giugno, mentre l’inizio del corso è previsto per ottobre, in corrispondenza con l’anno accademico 2026/27. Come tanti altri percorsi specialistici durerà un anno, per una classe di 10/25 persone che avrà lezione il venerdì e il sabato.
Per il direttore del Master sarà Carlo Tosco, docente del dipartimento inter-ateneo di scienze, progetto e politiche del territorio-Dist e referente Landscape e cultural heritage di Polito, si tratta della soluzione migliore per rivolgersi anche ai lavoratori. “Per i master di questo tipo la soluzione migliore è a ridosso del weekend – spiega Tosco -. Ci rivolgiamo sì ai giovani, ma anche a chi già lavora nel settore dei beni culturali e vuole allargare la sua preparazione. Offriremo una formazione ‘politecnica’, cioè faremo convergere in un unico corso più competenze provenienti da più settori: ingegneria, termonucleare, energie rinnovabili”.
Su questo tipo di formazione si è espresso anche il rettore Corgnati nel corso della conferenza, definendola come “un modello che integra e valorizza le competenze e le risorse dell’ateneo nel campo del patrimonio architettonico e paesaggistico”. L’obiettivo del Master è quello di formare professionisti altamente qualificati nel restauro, nella gestione e nella fruizione sociale del patrimonio storico costruito, strizzando l’occhio al mondo del lavoro. Il programma prevede cicli di lezioni dedicati alla storia materiale e tecnologica dell’architettura, allo studio del paesaggio storico e alle teorie del restauro nel dibattito contemporaneo.
Questo nuovo corso è frutto di una proposta nata all’interno del gruppo Giovani della Consulta. “Il Master è stato richiesto da loro – racconta Licia Mattioli, presidente della realtà che riunisce le imprese torinesi che si battono per valorizzare le bellezze di Torino – anche per portare un po’ di linfa vitale. La loro volontà da una parte è quella di occuparsi del patrimonio culturale in un modo nuovo, dall’altra trovare un modo che permettesse di interagire tra lato naturale e lato strutturale. Da queste intenzioni è nato questo percorso di specializzazione che secondo me riuscirà a fare rinascere i territori rurali un po’ abbandonati, in cui servono competenze diversificate”.
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