Abruzzo

a Lanciano istituzioni, scuola e imprese fanno rete per i “care leavers”


Fare rete attorno ai “care leavers”, ragazzi che diventano maggiorenni fuori dalla famiglia d’origine. È questo l’obiettivo del tavolo istituzionale “Insieme facciamo grandi cose”, organizzato dall’Ambito distrettuale sociale n. 11, con capofila il Comune di Lanciano, all’interno del programma sperimentale nazionale “care leavers”, che si svolgerà martedì 12 maggio (ore 9-13), nel salone d’onore “Benito Lanci” della ex Casa di conversazione. Un percorso che aiuta i giovani in uscita da comunità o affido a costruire autonomia, relazioni, opportunità di studio e lavoro. Una rete concreta fatta di istituzioni, scuola, aziende e territorio.

L’incontro vedrà gli interventi del sindaco Filippo Paolini, dell’assessore alle politiche sociali e giovanili, Cinzia Amoroso, della dirigente del settore Servizi alla persona e coordinatore ufficio di piano Ads 11 Frentano, Giovanna Sabbarese, di Cristina Allegrini della cooperativa L’Ancora Sociale, tutor per l’autonomia della sperimentazione. Interverrà anche Bettina Piffer dell’Istituto degli Innocenti di Firenze, tutor nazionale area 3, assistenza tecnica della sperimentazione. Poi ci saranno i care leavers dell’Ads 11 Frentano: saranno proprio loro a raccontare cosa significa diventare grandi senza avere alle spalle una famiglia su cui contare. Un momento importante per l’Ambito distrettuale sociale n. 11 che ha aderito al progetto ministeriale, ma soprattutto per sensibilizzare il territorio sui care leavers, ragazzi che, al compimento della maggiore età, vivono fuori dalla famiglia di origine, in una comunità o in affido, sulla base di un provvedimento dell’autorità giudiziaria.

La finalità della sperimentazione è quella di supportare questi ragazzi offrendo loro ascolto, sostegno psicologico, opportunità concrete, strumenti validi per inserirsi normalmente e gradualmente nella società, per essere autonomi: questo significa coadiuvarli e sostenerli in percorsi che possono essere orientati al completamento degli studi secondari superiori o all’inizio di un corso di laurea, oppure alla formazione professionale e/o all’accesso al mondo del lavoro. A questo proposito, al tavolo istituzionale è prevista la presenza anche di molti attori del mondo del lavoro, aziende, scuole di formazione, enti pubblici e privati, proprio per costruire intorno ai care leavers una rete solida; ci sarà anche il presidente dell’Ater, Maurizio Bucci, perché è importante garantire a questi ragazzi anche una soluzione abitativa. D’altro canto, l’incontro serve anche per mettere in luce quanto i care leavers rappresentino una risorsa per la società, non uno scarto.

«La sperimentazione a cui abbiamo aderito non è semplice assistenza, ma un investimento sul capitale umano che richiede un forte coinvolgimento di imprese, istituzioni e cittadini. Questi giovani hanno diritto alle stesse opportunità dei loro coetanei e a un futuro ricco di prospettive», sottolinea l’assessore alle politiche sociali e giovanili Cinzia Amoroso, «continuiamo nel nostro percorso, sostenuti e incoraggiati dalle conferme che ci arrivano da professionisti del settore in ambito nazionale».


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