Hantavirus, circolare del ministero della Salute: cosa prevede
Una quarantena fiduciaria per sei settimane per i contatti ritenuti ad alto rischio di aver contratto l’Hantavirus, non solo i passeggeri della nave da crociera ma quelli di “aerei seduti nella stessa fila, e entro due file in tutte le direzioni in un volo lungo 6 ore” rispetto a un caso confermato di contagio. È quanto prevede la circolare del ministero della Salute destinata a Regioni e ufficio di frontiera, firmata dal capo di dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute, Maria Rosaria Campitiello, e dal direttore della Prevenzione Sergio Iavicoli. Per i contatti ad alto rischio si prescrive di “utilizzare una stanza propria, mantenere una distanza di almeno due metri dai membri della famiglia, non utilizzare le stesse stoviglie, aprire le finestre per garantire la ventilazione”, non utilizzare mezzi pubblici o voli commerciali.
Previsto il monitoraggio quotidiano dei sintomi da parte dell’autorità sanitaria pubblica nel luogo di residenza permanente per il follow–up della salute fisica e mentale, fino a 42 giorni (sei settimane) dall’ultima esposizione. In caso di comparsa di sintomi, mantenere l’isolamento, notifica da parte delle autorità sanitarie pubbliche locali, valutazione medica e prelievo di campioni ed esecuzione di test. “Le Regioni/PA e/o le aziende sanitarie in caso di riscontro di contatti ad alto rischio provvederanno ad: avviare la sorveglianza attiva quotidiana dello stato di salute della persona esposta per i 42 giorni successivi all’esposizione; informare le persone circa la necessità di: adottare, nei 42 giorni successivi all’esposizione, le opportune cautele di carattere generale e le misure di igiene respiratoria; fornire l’elenco dei sintomi”, si legge.
Contatti a basso rischio
Poi continua: “Per i contatti a basso rischio invece, ossia persone che non hanno avuto contatti diretti o prolungati con un caso probabile o confermato di ANDV (sembra essere questo il caso dei quattro al momento sotto monitoraggio in Italia) si raccomanda: “Automonitoraggio passivo di febbre, mialgie, cefalea, affaticamento, sintomi gastrointestinali o respiratori, fino a 42 giorni (sei settimane) dall’ultima esposizione. Comunicare le istruzioni per la segnalazione alle autorità sanitarie locali in caso di comparsa di segni e sintomi. In caso di comparsa dei sintomi, isolarsi immediatamente, informare le autorità sanitarie locali, valutazione medica e prelievo di campioni ed esecuzione di test”.
Priorità test ai soggetti sintomatici
“La priorità nell’esecuzione dei test deve essere attribuita ai soggetti sintomatici, in particolare a quelli con quadro clinico compatibile con la sindrome cardiopolmonare da Hantavirus”. Il documento allega a questo proposito “le indicazioni per la diagnosi di laboratorio, compresi i requisiti di biosicurezza, che i laboratori individuati dalle regioni dovranno adottare nell’esecuzione dei test diagnostici per Hantavirus tipo Andes; a tal fine, le Regioni sono tenute a effettuare una ricognizione delle strutture idonee e a fornire riscontro entro il termine di una settimana dalla data di protocollo della presente circolare, al fine di consentire la costituzione della rete dei laboratori di riferimento nazionale”. L’esecuzione del test molecolare per Hantavirus è considerata prioritaria nei soggetti sintomatici, “in particolare in presenza di un quadro clinico compatibile con sindrome cardiopolmonare da Hantavirus Andes, al fine di garantire una tempestiva gestione clinica e l’attivazione delle appropriate misure di prevenzione e controllo delle infezioni”. Mentre “per i contatti asintomatici sottoposti a monitoraggio sanitario“, sottolinea la circolare, “non esistono attualmente raccomandazioni basate su evidenze scientifiche che supportino l’esecuzione routinaria del test o ne definiscano la frequenza in assenza di sintomi. L’eventuale testing in soggetti asintomatici può essere considerato, anche se presenta un valore operativo limitato rispetto alle misure di sanità pubblica, quali la sorveglianza sanitaria attiva e la quarantena fiduciaria”.
Per quanto riguarda i test, infine, si legge: “In considerazione del quadro epidemiologico tuttora in evoluzione e delle limitate evidenze scientifiche disponibili relativamente alla trasmissione interumana dell’Andes Hantavirus, nel principio di massima cautela, si raccomanda di mantenere un elevato livello di attenzione clinica e diagnostica. Pertanto, anche in assenza di un chiaro collegamento epidemiologico noto con il focolaio della nave MV Hondius o con casi confermati/probabili di infezione da virus Andes in aree endemiche, potrà essere considerata, dopo attenta valutazione infettivologica, l’esecuzione di indagini diagnostiche specifiche nei pazienti con quadro clinico compatibile, o quadro clinico non altrimenti spiegabile e risultato negativo agli accertamenti microbiologici routinari”.
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