Terra Viva, scatta allarme Hormuz su agricoltura tra rincari e speculazioni – In breve
Quello che sta accadendo nello
Stretto di Hormuz è un passaggio geopolitico che rischia di
scaricare sulle campagne europee una nuova ondata di rincari,
speculazioni e instabilità. I fertilizzanti sono sotto scacco,
ma le conseguenze si estendono anche a trasporti, logistica,
costi di trasformazione e quindi ai prezzi finali di grano,
latte, carne e prodotti alimentari. È l’allarme lanciato dal
presidente nazionale di Terra Viva, Claudio Risso, in merito
all’aumento dei costi di fertilizzanti, mangimi, energia e
materie prime agricole, sul quale servono subito misure per
tutelare le imprese. “Quando si blocca o si destabilizza uno dei
principali snodi energetici mondiali – commenta Risso – gli
effetti arrivano immediatamente lungo tutta la filiera
agroalimentare”.
Per l’Associazione cislina dei produttori agricoli il rischio
è di rivivere una dinamica già sperimentata durante la crisi
russo-ucraina: aumento dei costi di produzione, compressione dei
margini per le aziende agricole e nuova spinta inflattiva sui
consumatori. “L’agricoltura italiana – denuncia Risso – non può
continuare ad essere una sorta di parafulmine di ogni crisi
internazionale: le nostre imprese stanno già affrontando gli
effetti del cambiamento climatico, della volatilità dei mercati
e di una competizione globale spesso priva di regole e
reciprocità, ora si aggiunge una nuova tensione geopolitica che
rischia di colpire nuovamente il cuore produttivo
dell’agroalimentare europeo”. Da qui la richesta di Terra Viva a
governo e Ue di attivare rapidamente strumenti straordinari di
monitoraggio e contenimento delle speculazioni su fertilizzanti
ed energia, misure di sostegno per le filiere agricole più
esposte, una strategia europea più forte sull’autonomia
produttiva e alimentare e investimenti accelerati su energie
rinnovabili agricole, economia circolare e produzione nazionale
di input strategici.
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