Genova applaude Franco Zanotti: il ricordo del fratello Guido emoziona le penne nere – Cronaca
GENOVA. Uno scatto semplice, ma capace di racchiudere una vita intera fatta di amicizia, memoria e appartenenza alpina. Il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti ha voluto ricordare così Guido Zanotti, storico volto delle penne nere trentine scomparso lo scorso settembre, pubblicando sui social una fotografia scattata durante l’Adunata nazionale degli alpini di Genova insieme al fratello gemello Franco.
«Tra i momenti più toccanti della sfilata di oggi, l’abbraccio della comunità alpina attorno a Franco Zanotti, che ha portato con sé il cappello alpino del fratello Guido scomparso pochi mesi fa», ha scritto Fugatti. «Un’immagine che racconta il senso profondo dell’essere alpini: amicizia, memoria e appartenenza».
Per generazioni di alpini trentini, e non solo, i fratelli Zanotti erano semplicemente i “gemelli barba”. Sempre insieme, inseparabili, riconoscibili tra migliaia di penne nere per quelle lunghe barbe diventate negli anni un simbolo delle adunate nazionali. Da Bolzano a Catania, passando per decine di città italiane, erano una presenza fissa, amata e attesa.
Originari di Lover, frazione di Campodenno in val di Non, Guido e Franco Zanotti avevano partecipato a tutte le adunate alpine dal 1973 fino al 2025. Più di cinquant’anni vissuti fianco a fianco tra viaggi, canti, strette di mano e amicizie nate sotto il segno del cappello alpino.
La morte di Guido Zanotti, avvenuta a 73 anni per un infarto, aveva colpito profondamente il mondo alpino trentino. Non era soltanto una presenza alle manifestazioni: rappresentava un modo autentico di vivere gli alpini, fatto di semplicità, lealtà e spirito di fratellanza.
Alla sfilata di Genova, il fratello Franco ha portato con sé il cappello alpino di Guido. Un gesto silenzioso che ha emozionato migliaia di persone lungo il percorso dell’Adunata e che il presidente Fugatti ha voluto trasformare in un messaggio pubblico di memoria e vicinanza. In quell’abbraccio immortalato nella fotografia c’è tutta la storia di due fratelli che per oltre mezzo secolo hanno camminato insieme, diventando uno dei volti più amati delle penne nere trentine.




