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Il Cio ha deciso: niente ciclocross e corsa campestre alle Olimpiadi invernali


Niente da fare: il Cio ha deciso che ciclocross e corsa campestre non potranno fare parte, almeno per ora, delle Olimpiadi invernali. Ad un anno ormai dal suo insediamento, la presidente Kirsty Coventry, pupilla di Thomas Bach, inizia a dare una direzione allo sport mondiale. Anche fra le polemiche, peraltro: la decisione ad esempio di riammettere alle gare a pieno titolo (bandiera, inno) la Bielorussia, e non la Russia, ha suscitato molti malumori e molte proteste (silenzio dall’Italia). Ma almeno è stato deciso, dopo tante pressioni e tentennamenti, cosa fare dei Giochi olimpici invernali.

Il Comitato Esecutivo del Cio ha escluso infatti la possibilità di includere (alcune) discipline estive nel programma dei prossimi Giochi Invernali, che si terranno sulle Alpi Francesi nel 2030, lasciando aperta però la possibilità di rivedere la decisione in seguito. C’erano state infatti molte pressioni dalle Federazioni internazionali di ciclismo e di atletica per includere nel programma dei Giochi invernali sia il ciclocross che la corsa campestre. Questo per aumentare l’interesse dei tifosi e anche delle tv e nel caso della corsa campestre consentire la partecipazione anche dei Paesi africani, adesso praticamente assenti alle Olimpiadi della neve e del ghiaccio. Ma le Federazioni degli sport invernali si erano opposte con fermezza al cambio di programma.

“Per il 2030 abbiamo preso la decisione: niente sport estivi”, ha dichiarato Coventry con fermezza. “Voteremo sul programma a giugno, ma abbiamo già deciso che non saranno inclusi sport estivi né sport praticabili in tutte le stagioni. Ci saranno solo sport su neve e ghiaccio ai Giochi invernali”. La porta, tuttavia, non è chiusa. L’argomento potrebbe ritornare in ballo per Salt Lake City 2034. La presidente ha sostenuto che il Cio ora deve riprendere l’iniziativa sulla struttura delle sue competizioni e ha spiegato: “Siamo noi i leader. Questo è il nostro prodotto, quindi dobbiamo capire come vogliamo che sport e discipline potenzialmente nuovi, innovativi, entrino a far parte del programma”, ha affermato, pur avvertendo che una crescita illimitata non può essere la soluzione. “Siamo anche ben consapevoli che non possiamo continuare a crescere sempre di più”, ha concluso.

Il direttore sportivo del Cio, Pierre Ducrey, ha specificato che il programma del 2030 è già stato definito per quanto riguarda le discipline sportive e che le gare, gli eventi e le quote degli atleti saranno finalizzati a giugno. Il programma approvato per le Alpi francesi comprende biathlon, bob, curling, hockey su ghiaccio, slittino, pattinaggio e sci, sebbene la distribuzione interna degli eventi debba ancora essere completata. Ducrey ha inoltre sottolineato che per le edizioni future il Cio si propone di fornire a organizzatori, Federazioni internazionali e atleti maggiori certezze con largo anticipo. Ma escludendo il cross country dai Giochi invernali, si taglia in pratica fuori un Continente intero, l’Africa. E’ giusto? Soprattutto quando gli organizzatori locali, vedi Los Angeles 2028, includono nel programma alcune discipline solo per interessi di sponsor e tv… E magari per vincere qualche medaglia in più.


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