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Lego, rap e intelligenza artificiale: così l’Iran fa propaganda contro Usa e Israele

A prima vista sembrano scene tratte da un film Lego dal ritmo incalzante. Ma in realtà sono video virali creati con l’intelligenza artificiale e mostrano bambini in fin di vita, aerei da combattimento e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump: sono propaganda filo-iraniana e anti-semita. I contenuti sono sofisticati e sono stati visualizzati centinaia di milioni di volte nel corso della guerra. Vengono pubblicati in tempo reale e pur essendo di alta qualità, sono economici. Colpiscono le crepe della politica statunitense e mobilitano e sono diretti a un pubblico mondiale. E’ un cambiamento nella strategia di comunicazione iraniana, che si sta spostando da quella più tradizionale che enfatizzava la devozione alla rivoluzione islamica a una che fa uso della cultura pop globale e confonde il confine tra intrattenimento e propaganda.

Explosive Media, uno dei diversi gruppi con sede in Iran che hanno utilizzato i mattoncini Lego, familiari a tutti in tutto il mondo, per creare un trend virale sui social media, rafforzano la narrazione di Teheran ora nel difficile contesto della guerra contro Stati Uniti e Israele. L’account YouTube di Explosive Media è stato però eliminato dalla piattaforma di condivisione video di proprietà di Google. Explosive Media non è l’unica società. Altre, tra cui PersiaBoi e Southern Punk, hanno realizzato video simili a tema Lego. La tendenza si è diffusa anche al di fuori dell’Iran. In Pakistan Nukta Media ha realizzato le proprie versioni in vista del primo round di negoziati tra Iran e Stati Uniti a Islamabad, l’11 aprile. I video sono prodotti e distribuiti da gruppi filo-iraniani e dalle missioni diplomatiche del Paese.

Il messaggio principale di questi filmati è che l’Iran sta resistendo a quello che considera un onnipotente oppressore globale: gli Stati Uniti. In uno dei video, Donald Trump viene travolto da una raffica di documenti del “dossier Epstein” mentre un testo rap recita: “I segreti stanno venendo a galla, la pressione sta aumentando”. Le clip in stile Lego sono diventate sempre più dettagliate, mostrando luoghi specifici del Golfo, tra cui centrali elettriche, aeroporti e siti industriali, completamente distrutti dai missili iraniani. In realtà, la maggior parte ha subito solo danni limitati. Un video ritrae Trump come un bucaniere in una versione a tema Lego de “Pirati dei Caraibi”. Le forze americane sono mostrate mentre lottano per aprire lo Stretto di Hormuz e bloccare i porti iraniani, solo per vedere le proprie navi affondare.

In un altro un capo nativo americano cavalca il suo cavallo in un paesaggio desolato, immerso nella luce della luna. Il video alterna le immagini di diverse persone vittime del governo degli Stati Uniti, dagli afroamericani in catene ai sopravvissuti del famigerato carcere iracheno di Abu Ghraib. Poi l’inquadratura si sposta su soldati iraniani che attaccano grandi striscioni sui missili, mentre il ritmo della musica di sottofondo si fa più incalzante. “Per i neri rapiti”, recita il primo. “Per il popolo di Hiroshima e Nagasaki”, quello successivo. Altre clip mostrano Trump sudato per la paura mentre l’Iran lancia una serie di contrattacchi e raffigurano Benjamin Netanyahu come un burattinaio che muove i fili dell’America, solitamente accompagnato da testi hip-hop offensivi. “In memoria delle vittime del volo Iran Air 655”, dice un altro, riferendosi all’aereo di linea abbattuto dai missili statunitensi nel 1988, che uccise tutte le 290 persone a bordo.

L’intelligenza artificiale ha permesso all’Iran di comunicare con il pubblico occidentale in modo più efficace che mai, secondo molti esperti. Usano strumenti in gran parte di tipo occidentale il che li rende ideali per creare contenuti culturalmente appropriati e che i creatori ritengono necessari per contrastare la retorica statunitense. Si tratta di una forma di diplomazia digitale che elimina gli intermediari, la stampa e i mass media. Dunque, gli sforzi dell’Iran per vincere la guerra narrativa sono una parte cruciale della sua strategia. Secondo gli analisti i contenuti utilizzano un linguaggio che era già in corso sia a sinistra che a destra e si è scoperto che se questi filmati sono abbastanza divertenti e intelligenti, possono diventare virali. Per anni, l’Iran ha faticato a comunicare i propri valori al pubblico occidentale. In passato, Teheran si affidava a una narrazione più seriosa, che attingeva all’iconografia del martirio dell’Islam sciita e della rivoluzione del 1979.

Ora però la vecchia guardia del regime non esiste più, molti di loro sono morti nei bombardamenti e l’Iran ha trovato una nuova voce per diffondere la sua narrazione, uno stile che può piacere anche in quell’Occidente anti-occidentale che la Repubblica islamica mira a conquistare.


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