Trentino Alto Adige/Suedtirol

Da Dachau al Lago di Braies: la mostra sugli ostaggi delle SS liberati nel 1945 – Pusteria Gardena Badia



VILLABASSATra aprile e maggio del 1945, 139 prigionieri delle SS, provenienti dal campo di concentramento di Dachau, di 17 nazioni europee, vennero condotti in un albergo a Villabassa. Erano per la maggior parte politici, ufficiali, diplomatici e aristocratici, divisi fra prigionieri d’onore e parenti degli oppositori al nazismo.

Prigionieri sul lago

Tra loro c’erano il generale Sante Garibaldi, nipote di Giuseppe Garibaldi, e il principe Filippo d’Assia, marito di Mafalda di Savoia, familiari del colonnello di Stato maggiore von Stauffenberg, che il 20 luglio del ’44 aveva architettato l’attentato, non riuscito, a Hitler, il cancelliere austriaco Kurt von Schuschnigg, assieme alla moglie Vera e alla figlia Elisabeth, il vice cancelliere austriaco e sindaco di Vienna Richard Schmitz, l’ex presidente del Consiglio dei ministri francese Léon Blum, unico ebreo assieme alla moglie Jeanne, e Mario Badoglio, figlio del maresciallo Pietro, capo del governo italiano dopo la caduta di Mussolini avvenuta il 25 luglio del ’43.

Erano tutti ostaggi che, secondo i piani del generale SS Ernst Kaltenbrunner, sarebbero dovuti essere utilizzati come merce di scambio in caso di trattative con gli Alleati anglo-americani. Successivamente i prigionieri furono portati nell’Hotel Lago di Braies, dove le truppe americane giunsero il 4 maggio del 1945 e presero in consegna gli ostaggi. Tra l’8 e il 10 maggio del 1945, alcuni di loro furono trasferiti e liberati a Napoli, altri vennero invece portati a Capri, dove vennero sottoposti a nuovi interrogatori. Coloro che provenivano da Paesi in guerra con gli alleati vennero alloggiati nell’albergo Eden Paradiso ad Anacapri.

Il ritorno alla vita

Dopo oltre ottant’anni da quelle vicende, l’isola di Capri rende omaggio alla memoria di quegli uomini e donne con la mostra “Ritorno alla vita: dal lago di Braies a Capri”, che sarà visitabile dall’11 maggio al 3 giugno nel Chiostro Piccolo, gioiello del Quattrocento della Certosa di San Giacomo, e che verrà riproposta in autunno in Alto Adige, come ha dichiarato l’assessore regionale alla cultura Angelo Gennaccaro.

La collettiva punta ad evidenzia gli aspetti storici e umani della vicenda, cercando di dare risposte ad alcune domande: Chi erano i prigionieri che fecero parte del trasporto? Da quali campi di concentramento provenivano? Quale era l’obiettivo delle SS? Come avvenne la liberazione degli ostaggi? Interrogativi e chiarimenti che scorrono nei 24 pannelli dell’esposizione, con testi (in italiano, tedesco e inglese) e immagini dell’epoca.

Collaborazione tra Alto Adige e Campania

Il 3 giugno, in chiusura della rassegna, un concerto ricorderà il concerto che venne organizzato il 3 giugno del 1945 come omaggio alla libertà riconquistata dai prigionieri.Nel frattempo, in un incontro in programma lunedì prossimo, 11 maggio, alle 17 verrà illustrato l’intero progetto patrocinato dal Comune di Capri e finanziato dallo stesso Comune insieme alla Regione Trentino Alto Adige, in collaborazione con lo storico Hotel Lago Di Braies e con la sezione eventi della Casa d’aste Bozner Kunstauktionen.

All’incontro, accanto al sindaco di Capri Paolo Falco, all’assessore alla cultura della Regione Campania Ninni Cutaia e al direttore dell’Istituto Musei e Parchi di Capri Luca Di Franco, parteciperanno il sindaco del Comune di Villabassa Günther Wisthaler, l’assessore Angelo Gennaccaro e il curatore della mostra Walter Boaretto.




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