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Taglio accise carburanti prorogato fino al 22 maggio: il decreto Mef

Accise carburanti, dal Mef ok al decreto per la proroga del taglio fino al 22 maggio

È in corso di pubblicazione il decreto ministeriale che proroga fino al 22 maggio prossimo l’attuale taglio delle accise sui carburanti in scadenza oggi. Lo comunica il Mef. Dal 19 marzo scorso il Governo ha introdotto il taglio delle accise sia sulla benzina sia sul diesel di 20 centesimi al litro. Dal 2 maggio la contrazione è scesa a 5 centesimi al litro per la benzina, mentre è rimasta la stessa per il gasolio. Il costo per le casse dello Stato è di circa un miliardo di euro al mese.

Sul tema è intervenuto anche il ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le Politiche di coesione Tommaso Foti: “Il taglio delle accise diventa importante se hai spazi fiscali, perché allora puoi decidere di farlo: ahimè oggi l’Italia ha dei gli spazi molto più limitati rispetto alla media dei Paesi europei soprattutto dei Paesi come la Germania e la Francia. A questo punto il vero tema è diminuire il costo del prodotto”, ha dichiarto l’esponente di Fratelli d’Italia a margine del convegno in Cattolica su “Ripensare l’Europa. Integrazione, sovranità e scenari geopolitici”.

Intanto si moltiplicano gli allarmi sul caro-vita legato alla carenza di carburanti. Il progressivo rialzo dei prezzi rischia di produrre nel corso del 2026 un impatto significativo sui bilanci delle famiglie italiane, con effetti diretti anche sull’attività delle micro e piccole imprese. Se le quotazioni di petrolio e gas rimarranno ai livelli attuali nei prossimi mesi, l’incremento dei costi per luce, gas, carburanti e beni alimentari (che insieme all’abitazione rappresentano oltre il 40% della spesa mensile) potrebbe tradursi in una maggiore spesa per una famiglia media intorno ai mille euro nel 2026, con punte fino a 1.200-1.300 euro per nuclei con figli e maggiore intensità di consumi energetici, secondo le stime della la Cna indicando, in dettaglio, per le bollette energetiche un aumento tra 300 e 400 euro annui; la spesa per carburanti cresce tra 200 e 300 euro, con impatti più rilevanti per i pendolari; l’effetto indiretto sui prezzi alimentari comporta un aggravio tra 250 e 350 euro annui.


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